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Violenza di Genere, Arcaleni (Castello Cambia): “Potenziare il Punto d’ascolto e conoscere i dati dell’Altotevere”

CITTA’ DI CASTELLO – “In una Italia dove i femminicidi si susseguono interrotti uno ogni tre giorni, in una regione, l’Umbria, dove i dati 2015 affermano che sono state circa 500 le richieste di aiuto ai centri antiviolenza presenti a Perugia e a Terni, con il 25 per cento di chiamate in più e un aumento delle denunce del 30 per cento rispetto al 2014, organizzare azioni e servizi di prevenzione è doveroso. Per questo abbiamo chiesto che il Comune si attivi per conoscere i dati dell’Altotevere che riguardano violenze e abusi nei confronti delle donne. Per questo abbiamo chiesto di incentivare, valorizzare e promuovere il servizio del Punto di Ascolto aperto a novembre 2015, per il quale è mancata e manca una informazione efficace che aiuti le donne a rivolgersi al servizio in caso di bisogno”. Con questa richiesta, ed un’apposita interrogazione, che arriva nella Giornata Internazionale della Donna, esordisce Emanuela Arcaleni, consigliere comunale di “Castello Cambia” al posto del dimissionario Roberto Colombo.

“In una giornata come questa, che impone una riflessione che dovrebbe accompagnare ogni giorno dell’anno, abbiamo voluto dare il nostro contributo come forza politica che ha a cuore la condizione delle donne, qui ed ora. – scrive l’Arcaleni nel documento firmato assieme al capogruppo Vincenzo Bucci – Le iniziative in questo giorno sono benvenute, se non retorica celebrazione o vuoto festeggiamento. Siamo felici di registrare la bella iniziativa di dedicare cinque rotatorie tifernati ad altrettante importanti figure femminili, frutto delle idee e del lavoro dei ragazzi e dei professori dell’Itis; così come la conferenza di Anpi sulle lotte per la conquista del diritto di voto da parte delle donne. Pur apprezzando, riteniamo che un Comune importante come il nostro, possa (e debba) fare di più”.

“Da molto, troppo tempo il dibattito culturale, circa la condizione delle donne nella nostra città, langue completamente. Non si registrano iniziative, incontri che operino una riflessione sulla situazione femminile a partire, magari, da una ricognizione dei dati per comprendere meglio l’impatto che i fenomeni globali hanno avuto e hanno sulla condizione delle donne nel nostro territorio. – proseguono da Castello Cambia – Per questo motivo abbiamo oggi depositato una interrogazione che sceglie di partire da un aspetto, sicuramente parziale, ma di vitale importanza per la salute psicofisica delle donne: quello della prevenzione della violenza di genere”.

La richiesta è che “il Comune si attivi per conoscere i dati dell’Altotevere che riguardano violenze e abusi nei confronti delle donne. Per questo abbiamo chiesto di incentivare, valorizzare e promuovere il servizio del Punto di Ascolto aperto a novembre 2015, per il quale è mancata e manca una informazione efficace che aiuti le donne a rivolgersi al servizio in caso di bisogno. Il fenomeno è in continua crescita e, pur sperandolo, non abbiamo nessuna rassicurazione circa il fatto che l’Altotevere sia zona franca! Questo è un fenomeno che non conosce barriere di classe o di censo, accomunando famiglie di ogni estrazione. Le donne che subiscono violenza appartengono ad ogni classe sociale e ad ogni fascia d’età; hanno spesso difficoltà a denunciare le violenze: – proseguono l’Arcaleni e Bucci – per vergogna, perché le umiliazioni ripetute annientano volontà e autostima, per timore del giudizio sociale, perché ancora oggi la violenza, specie domestica, resta circondata da un alone di omertà, silenzio e luoghi comuni. Anche la crisi economica, la perdita del lavoro può essere un fattore aggravante, ma esso diventa scatenante laddove esistono già condizioni relazionali disturbate e aggressive. Per tutto questo la nostra richiesta al Comune è anche quella di attivarsi velocemente per costituire quella Rete antiviolenza di cui parla la Legge regionale n.14 /2016, che possa offrire alle donne una serie di punti di riferimento certi e non più procrastinabili”.