«Umbertide Cambia»: «Voto contrario sulle linee programmatiche della nuova giunta»

UMBERTIDE – «La nostra è un’opposizione progettuale, vale a dire che proponiamo i nostri progetti integrandoli con quelli di chi governa. Tutto ciò senza pregiudiziali, per permettere alla città un salto di qualità. Tuttavia, nel Consiglio comunale del primo agosto, convocato proprio per le linee programmatiche, è accaduto il perfetto contrario. La maggioranza ha alzato un muro di silenzio sulle nostre indicazioni (e delle altre opposizioni), che andavano verso un miglioramento di certi temi che nelle linee programmatiche della Giunta non sono nemmeno toccati: ossia bilancio, tariffe, imposte, sanità, cultura e welfare. Peccato, un’altra occasione persa per cambiare davvero».
Con queste parole il capogruppo di Umbertide cambia, Gianni Codovini, sintetizza politicamente un passaggio fondamentale dell’amministrazione e aggiunge che «nel programma della Giunta mancano totalmente due pilastri: la politica territoriale e l’analisi del bilancio e delle risorse. Senza politica territoriale si affonda Umbertide nell’isolamento in cui già è; senza analisi delle risorse, quindi una valutazione complessiva sullo stato economico-finanziario dell’Ente, i progetti e le azioni concrete diventano semplici desideri, non obiettivi da realizzare».
«A parte i programmi sulla sicurezza in sostanza condivisibili, manca una visione strategica e progettuale sulle politiche ambientali, tanto che nemmeno il caso di Calzolaro e di Belladanza vengono affrontati; manca una politica sul bilancio e sulle tariffe (Imu e addizionale Irpef) per cui non si capisce se rimanga l’attuale pressione fiscale oppure vengono introdotti dei correttivi di equità; manca una politica territoriale della gestione dei servizi sanitari, sociali e scolastici per cui c’è il rischio di farli venir meno; manca una politica unitaria di gestione delle attività culturali alle quali non si dà un budget; manca completamente una politica sugli interventi a sostegno del lavoro; manca, infine, una riforma dello Statuto. Da qui il nostro no alle linee programmatiche della nuova Giunta. A questo punto continueremo nella volontà di miglioramento della città con proposte, ordini del giorno e deliberazioni. Altra strada non c’è».