Umbertide Cambia: “Sulla Fcu manca ancora un progetto”

UMBERTIDE – Di seguito la sintesi dell’intervento prodotto in occasione del Consiglio Comunale aperto del 18 febbraio 2016 dal capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci.

“La convocazione di un consiglio comunale aperto sulla ferrovia è esclusivo merito di Umbertide Cambia, che sin dal 2014 ha posto la questione dello stato di degrado in cui versa l’ex Fcu. Purtroppo solo la chiusura della tratta Umbertide – Città di Castello ha svegliato l’amministrazione comunale ed il Pd umbertidese. Abbiamo, infatti, più volte, in consiglio e come associazione, denunciato lo spreco di denaro pubblico per realizzare la bretella di Pierantonio, ad oggi inutile visto che è venuta meno la possibilità di un trasporto merci; il parziale e non efficiente utilizzo dei treni Minuetto, costati tanto, inadatti alla tipologia di trasporto della nostra ferrovia e non tutti funzionanti; la realizzazione della piastra logistica di Cerbara, collocata vicino alla E45, lontano dal tracciato della ferrovia; l’incuria in cui versano i binari, che potrebbe a breve provocare un ulteriore limitazione del traffico anche nella tratta a nord di Città di Castello. Sintomi evidenti di una scarsa, se non nulla attenzione verso un reale potenziamento del trasporto su ferro, nei fatti oggi ampiamente sostituito dal trasporto su gomma. Il consiglio è stata comunque una buona occasione per riflettere insieme su un tema complesso e delicato, anche se, pur emergendo in tutti gli interventi responsabilità politiche e gestionali nel governo della struttura ferroviaria, è mancato il coraggio, da parte della stessa Regione e della maggioranza che l’amministra, di una conseguente autocritica, necessaria per dare credibilità ad una nuova iniziativa che proietti concretamente la ferrovia verso prospettive diverse da un definitivo declino. L’àncora di salvezza ipotizzata è una cessione della struttura e del servizio a Rfi. Dunque, il futuro è in buona sostanza un ritorno al passato: la regionalizzazione ha fallito, si torna al vecchio “commissario di governo”. Bene. Purchè, proprio per evitare l’ipotesi che il nuovo “commissario” sia in realtà liquidatore, vengano definite garanzie, che ad oggi mancano, sulla tenuta e l’efficacia del servizio, anche in termini economici, i livelli occupazionali, il potenziamento dell’officina di Umbertide. Di tutto ciò ancora nulla è dato sapere. Come non è chiaro il modello di trasporto ferroviario che la Regione ha in mente, i collegamenti che si intende realizzare (aeroporto, ospedale regionale, alta velocità), i livelli di intermodalità previsti. Mancano cioè l’indicazione di una strategia e dei tempi della sua realizzazione. E non si conoscono ancora i costi del passaggio dell’infrastruttura a Ferrovie dello Stato. Resta dunque la necessità di tenere alto il livello di attenzione sul futuro di una arteria ferroviaria che ha per l’Umbria un valore fondamentale in termini economici, ambientali, sociali. Vogliamo aprire un credito di fiducia. Speriamo non sia l’ennesima presa in giro elettorale”.

Umbertide cambia