Umbertide Cambia risponde al sindaco Locchi e all’assessore Tosti sulla nomina dei revisori

UMBERTIDE – Per “Umbertide Cambia” sono “incomprensibili” le dichiarazioni del Sindaco Locchi e dell’assessore Pier Giacomo Tosti in merito alla votazione consiliare sulla nomina dei nuovi revisori dei conti.

“I revisori dei conti non devono essere “giudicati” con un voto poiché rappresentano una funzione di controllo e garanzia. – spiegano da Umbertide Cambia – Per questo il nostro gruppo si è astenuto nella votazione in consiglio comunale, considerando la nomina una presa d’atto. I nominativi dei componenti il collegio sono infatti risultato di una procedura oggettiva, legata ad una estrazione effettuata dalla Prefettura da un apposito elenco di professionisti. Perciò è completamente fuori luogo la dichiarazione del sindaco e dell’assessore Tosti sulla presupposta trasparenza da noi bloccata, fortunatamente assicurata da quella procedura, non tanto da un ammiccante voto favorevole. Da quanto sostenuto da Locchi e da Tosti, inoltre, pare che essi non conoscano il regolamento del Consiglio, il quale considera l’astensione solo ai fini della determinazione del numero legale e gli astenuti non entrano nel calcolo della maggioranza, così come accade per la Camera dei Deputati (magari possono farselo spiegare da qualcuno…) e diversamente dal Senato, per il quale l’astensione è voto contrario. Quindi con l’astensione non abbiamo espresso voto contrario. Semmai l’intervento del duo Sindaco-assessore solleva un problema di trasparenza e parità di accesso istituzionale all’informazione. Ci stupiamo che il sito istituzionale del Comune ospiti considerazioni di natura politica che dovrebbero essere previste in altri contenitori, invece che in uno spazio giustamente riservato alla comunicazione istituzionale di un ente pubblico. Altrimenti sarebbe doveroso consentire a chi viene chiamato in causa di replicare nello stesso modo. Stupisce, ancora nel ventunesimo secolo, – concludono da Umbertide Cambia – questa incredibile commistione tra istituzione e polemica politica di parte e questa incapacità di distinzione tra ragioni partitiche e ragioni istituzionali. Il sito del comune non equivale ad una qualsiasi “Pravda”.