SoGePu, Fratelli d’Italia e Castello Cambia: “Quali prospettive dopo l’annullamento della gara d’ambito?”

CITTÀ DI CASTELLO – Accorpati nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 18 novembre i due atti, un’interrogazione di Fratelli d’Italia e un’interpellanza di Castello Cambia, sull’annullamento della gara dei rifiuti da parte del TAR: “L’interrogazione ha una sua peculiarità da un lato quello che il comune vorrà fare. Se l’ambito verrà rigettato esisteranno solo gare regionali. Cosa intende fare il Comune?” ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani “quali conseguenze ci saranno dall’annullamento nel breve periodo, considerati anche i tempi della giustizia?”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha sostenuto che “la parte più significativa riguarda le problematiche che si sono verificate sia sull’Ati e sul comportamento che ha tenuto SoGePu rispetto all’esclusione di SEI Toscana, sia rispetto alla nuova società di cui vorrei conoscere la scrittura privata che ha determinato il 51% ad Ecocave, dato che mi sembra poco comprensibile e non rispettosa delle normative. L’Auri che problematiche deve affrontare rispetto alle responsabilità che gli vengono imputate dai concorrenti? Abbiamo fatto anche un’interrogazione diretta al sindaco. Nel piano d’impresa che abbiamo discusso a luglio 2017 prevedeva l’incorporazione di Polisport, l’ingresso in Splendorini, elementi che non si sono verificati. Mi chiedo come l’annullamento ridefinisce i rapporti con le altre società? La decisione del Consiglio di Stato che ricadute ha nell’organizzazione del servizio, che scenari riapre? Io sono preoccupato e vorrei che queste tematiche siano rappresentate meglio in consiglio comunale perché mi sembra che sfuggano al controllo”.

Nella risposta l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha affermato che “le prospettive sono aperte a tutte le soluzioni. C’è un mutato aspetto di normative che potrebbe vedere in futuro un unico gestore. Anche lo stesso Auri oggi non ha gli strumenti per riprogrammare. Ogni decisione sarà presa in modo collegiale. Parliamo di un’assemblea dove siedono 92 comuni: è una materia abbastanza difficile. La gara dei rifiuti era partecipata e molto attenzionata. Aveva tutte le caratteristiche di una gara vera e per i cittadini c’era il vantaggio del ribasso di circa l’11 per cento.  Per questo ci stupisce la decisione del TAR. Fermo restando che sia Auri che Sogepu sono convinti che il ricorso al Consiglio di Stato chiarirà ogni dubbio e permetterà di affidare il servizio. Per ora i comuni serviti da Sogepu continuano nella continuità, senza costi ulteriori. Le certezze che avevamo sul piano industriale vengono meno e lo strumento va rivisto. A Bucci dico che stiamo attendendo il deposito del ricorso e l’esito. Nel frattempo, speriamo di avere altri elementi per approfondirli in una commissione consiliare. Elementi che oggi non abbiamo. Sull’appalto di Umbertide, la rinuncia è di natura economica. Il prolungarsi del ricorso al Consiglio di Stato non lo ha più reso sostenibile. La Sogeco diventerà operativa – e ad oggi non ha costi sostenuti – solo ad affidamento della gara, altrimenti si esaurisce con il mancato affidamento. Il piano industriale è vigente e Sogepu anche quest’anno chiuderà in attivo, quindi la partita economica è sotto controllo. Non vi è necessità di rinegoziare con le banche perché le condizioni sono state decise sul bilancio Sogepu e non della gara. Per il finanziamento dell’impianto le banche hanno tenuto conto dell’impianto e non di chi lo gestisce. In caso di non aggiudicazione Sogepu rimane tale in quanto titolare del diritto di superficie. In questo momento sono stati fatti degli investimenti minimali rispetto alla gara. Sui rapporti con la Vus, sono regolati dal Codice degli Appalti e non ci sono ripercussioni. C’è un contratto, continua ad operare. La cosa più delicata sono le prospettive del personale: ad oggi ci sentiamo che le garanzie rimangono e, se continuerà ad operare Sogepu, il personale avrà certezze. Eventualmente il Consiglio di Stato si pronunciasse in modo tale da escludere Sogepu in modo definitivo, vedremo come riorganizzare il personale e l’assetto della nostra azienda. Città di Castello ha recuperato spazio, qualità e competitività che altre aziende ci invidiano, dando risposte anche a livello regionale. Speriamo che il Consiglio di Stato si esprima prima possibile. Nel frattempo, ci sarà un nuovo assessore regionale all’Ambiente che dovrà affrontare le problematiche del piano regionale dei rifiuti”.

Marco Castellari, capogruppo tifernate della Lega, ha detto “Conti e lavoratori sono i due elementi da tenere sotto controllo. Il ricorso non avrà conseguenze sui cittadini ma dovremo rivedere il piano industriale e la pianificazione da 300milioni legata alla gara. Aspettiamo il Consiglio di Stato ma ne dovremo riparlare”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha ricordato come “già nel consiglio scorso ho detto della sensazioni di inutilità davanti ad una procedura di evidenza pubblica della durata di cinque anni, che ha visto l’intervento di Tar, Consiglio di Stato, Anac, pareri di Autorità di Vigilanza e alla fine ci ritroviamo con un annullamento. A monte c’è un problema della politica sul funzionamento di meccanismi così importanti. Se il timore di assumersi responsabilità prevale sull’esigenza di erogare servizi, è sbagliato a monte il sistema. Per ridare un ruolo alla politica, facciamo una riflessione sugli elementi burocratici. Non entrando nel dettaglio della vicenda giudiziaria, oggi si annuncia l’arrivo di rifiuti in Umbria. Questo momento di difficoltà dell’ambito territoriale 1, non serva a far accaparrare spazi ad altri. Mi auguro che i nuovi vertici tengano conto degli interessi dei cittadini”.

“Non c’è stata chiarezza. Siamo al punto di partenza” ha replicato Lignani: “Il sindaco nella riunione dei capigruppo avrà da dirci qualcosa di più in via riservata? Altrimenti risparmiateci una riunione. Piuttosto giusto rivalutare il piano industriale alla luce delle due opzioni. Il consiglio non può essere informato ex post. I tempi del Consiglio di Stato non saranno brevi e non possiamo aspettare il suo pronunciamento prima di decidere”. Bucci si è detto insoddisfatto delle risposte: “Non siamo entrati neanche nel merito della sentenza. Quattro anni di lavoro sono sfumati. Come è potuto accadere? Sembra che non ci siano responsabilità per l’annullamento. L’abbattimento dell’11 per cento previsto dalla gara annullata si ripercuoterà sulle bollette? Quali sono i benefici dell’impianto? Vogliamo capire quali sono le intenzioni dell’azienda. Il personale è preoccupato”.