Soccorso sanitario e ospedali: botta e risposta fra Comune e Rossi

APECCHIO – Botta e risposta sui soccorsi in sanità. Da una parte c’è il Comune e dall’altra c’è Giacomo Rossi, consigliere di minoranza del gruppo «Partecipa» e imprenditore molto conosciuto in zona. In mezzo una delibera regionale sulla « collaborazione tra le regioni Marche e Umbria per l’ottimizzazione delle attività di soccorso sanitario da effettuare sul territorio comunale di Apecchio». A darne notizia è il Comune, in un post sulla pagina istituzionale, in cui si legge: «In situazioni di emergenza-urgenza, i cittadini soccorsi potranno essere trasportati più facilmente verso l’ospedale di Città di Castello, in considerazione della minore distanza dagli ospedali situati nella regione Marche. L’accordo è frutto dell’iniziativa e del lungo lavoro svolto dall’Amministrazione comunale insieme alle due Regioni e a diversi interlocutori che non si mancherà di ringraziare per l’attenzione e la disponibilità. Non appena concluso l’iter amministrativo (il provvedimento è, infatti, in corso di pubblicazione) si forniranno notizie più dettagliate sull’argomento mentre di seguito sarà programmata un’iniziativa di informazione aperta ai cittadini».
A stretto giro di posta arriva la presa di posizione di Rossi, che sempre in un post su Facebook, polemizza: «Da ieri il Comune di Apecchio sforna “comunicati preventivi” per la paura magari che certe situazioni vengano risolte dalla minoranza (vedi questione servizio analisi). ll Comune di Apecchio ha annunciato infatti che a breve, la Regione Marche farà una delibera dove si accorderà con l’ Umbria per gestire le emergenze-urgenze direttamente all’ospedale Città di Castello. Bene ma è 4 anni che sollecitiamo questa cosa ed ancora non si é visto niente! Vorremmo il risultato, non il proclama preventivo! Resta il fatto che con la chiusura del Pronto Soccorso di Cagli molti cittadini del nostro Comune (come quelli di Serravalle e Valdara) restano comunque fuori dai 30 minuti canonici previsti e necessari per gestire un’urgenza. Facciamo finta che loro non esistono?».