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Scontro verbale tra Tavernelli (Pd) e Sassolini (FI): sospeso il consiglio comunale

CITTA’ DI CASTELLO – Consiglio comunale sospeso, ieri sera lunedì 6 marzo, durante la seconda delle quattro mozioni all’ordine dell’ordine. Da Umbra Acque, protagonista della mozione presentata da Castello Cambia, relativa al servizio idrico integrato, ne è nata una querelle che ha visto protagonisti l’esponente Pd Luciano Tavernelli e il consigliere di minoranza, capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini. Alla fine il presidente del consiglio comunale Vincenzo Tofanelli ha concluso d’ufficio i lavori dell’assemblea.

La mozione. Il documento era stato presentato sulla scorta dell’interruzione dell’acqua che, per oltre un giorno nel mese di febbraio, ha interessato il centro storico tifernate.

“Che cosa ha intenzione di fare l’amministrazione per superare i problemi di una gestione del servizio idrico che sta riscontrando la protesta dei cittadini perché gli uffici sono quasi sempre chiusi e il numero verde è poco efficiente? Nel 2003 è partita la nuova gestione di Umbra Acque, prima totalmente pubblica, poi partecipata al 40 per cento da Acea. Da allora tutto è cambiato e nulla di rilevante è stato discusso in questo consiglio. Per niente informati sono i cittadini sull’andamento della gestione e sulla regolarità, che mostra molti problemi pratici dal caro -bollette al deposito cauzionale, fino alla periodicità della fatturazione” ha detto Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, proponendo un consiglio comunale aperto a tutti i comuni dell’Ato e, attraverso un excursus storico sulla legge Galli in Umbria, richiamando la maggioranza “alle sue responsabilità nel creare la situazione attuale”, in realtà definita negativa e deficitaria da tutte le forze politiche.

La discussione. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha parlato di “uno stato di servizio qualitativamente poco presente di Umbra Acque. Tutti capiamo che la nostra città merita un servizio di altro spessore”. Per Riccardo Augusto Marchetti, capogruppo della Lega Nord, “è palese che con Umbra Acque ci siano problemi. Abbiamo chiesto come consiglio l’apertura degli uffici a 40 ore che non ha avuto seguito. Abbiamo subito 24 ore senza acqua. I cittadini dovrebbero fare una richiesta di risarcimento a Umbracque ma mi trovo d’accordo con il Pd. Sentiamo i vertici e poi decidiamo”. Cesare Sassolini, capogruppo Forza Italia, ha dichiarato “Umbra Acque è un carrozzone che costa tanto e vale poco. Se fosse efficiente, per la parte ricca della città andrebbe bene, ma questo servizio costosissimo non funziona neanche per quella. L’acqua è un bene primario e pubblico. Il servizio non è equo, dobbiamo rimetterlo in discussione”. Per Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque stelle, “Il consiglio su mia proposta ha votato di aumentare l’apertura dell’ufficio di Umbra Acque, la risposta della società  è stato chiuderlo del tutto perché, nonostante l’aumento del 5 per cento nelle bollette, costava troppo. Voi governate da più di mezzo secolo – ha detto rivolto alla maggioranza – e i vostri carrozzoni vi stanno schiacciando. I tagli vanno fatti magari intorno ad un tavolino. Potete fare anche una riunione segreta visto che vi piace”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha sottolineato come “La verticalizzazione del potere centrale toglie potere ai comuni, che si dovranno limitare alla manutenzione e basteranno i ragionieri. Basta con gli attacchi: nessuno è puro. Pensiamo al bene della nostra città”.

“Il socio privato di Umbra Acque è Acea, l’azienda di Roma. Gasperi è un socio di Umbra Acque dato che il sindaco di Roma non ne ha messo in discussione il ruolo – ha detto il sindaco Luciano Bacchetta – Il Comune che ha la maggioranza dentro Umbra Acque è Perugia, chi governa Perugia? Il Centrodestra” ha proseguito il primo cittadino rivolto a Sassolini. “Qui nessuno è vergine. Umbra Acque, come altri soggetti, è uno strumento che non condivido – ha poi aggiunto –  L’atto istitutivo dell’Ato delle acque è stato firmato da Vincenzo Bucci, come consigliere anziano, che ha anche autorizzato la cessione del ramo di azienda di Sogepu ad Umbra Acque. Cesare Sassolini si astenne. Noi abbiamo contrattato con Umbra Acque: un esempio sono le fontanelle dell’acqua. Il problema è trovare strumenti per esercitare un rapporto dialettico e proficuo su investimenti e costi. Uscire da Umbra Acque invece è fuori dalla storia”.

Mentre era all’attenzione del consiglio la di Zucchini, appoggiata da Ursula Masciarri a nome del Psi, affinchè “ogni iniziativa fosse rimandato all’audizione dei vertici di Umbra Acque, convocati in commissione congiunta a stretto giro di posta (mercoledì 8 marzo, ore 17)”, alcuni consiglieri della maggioranza hanno chiesto “di cessare gli attacchi politici contro Pd e il suo capogruppo in relazione agli incarichi”.

La querelle. Prima lo ha fatto Massimo Minciotti e poi Luciano Tavernelli, che, rivolgendosi al capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini, lo ha invitato “a pensare alla carriera di qualcuno che conosce bene”.

L’esponente di opposizione ha chiesto a Tavernelli di “essere più esplicito e fare i nomi e cognomi oppure rivolgersi alla magistratura”. Alla richiesta di ritrattare o ritirare l’affermazione da parte del consigliere di opposizione, Tavernelli non ha dato seguito. Ne è nato un alterco che ha prodotto una prima momentanea sospensione dei lavori, non sufficiente a riportare la situazione alla normalità. Alla ripresa dei lavori, la protesta verbale di Cesare Sassolini si è protratta fino a quando il presidente del consiglio non ha deciso di chiudere la seduta.