Michele Bettarelli

Protezione civile, Bettarelli (Pd) condivide “il grido di allarme della consulta regionale”

PERUGIA – “Desta forte preoccupazione l’allarme lanciato dalla Consulta regionale del volontariato di Protezione civile in relazione alla carenza di fondi per garantire il funzionamento della struttura. Non basta e non serve organizzare incontri e sopralluoghi se poi non si ha la volontà di garantire sufficienti risorse ad un settore di cui, purtroppo, negli ultimi anni abbiamo dovuto imparare ad apprezzare l’imprescindibilità”. Così il consigliere regionale Michele Bettarelli (Partito  democratico) commenta “le dichiarazioni dei responsabili della Protezione civile all’indomani dell’incontro con l’assessore regionale Agabiti, dal quale sarebbe emerso un quadro finanziario non adeguato a garantire la funzionalità della macchina umbra dell’emergenza”.

Bettarelli rileva che, “come denunciato dalla Consulta, a fronte degli oltre 700mila euro necessari per il funzionamento del centro di Protezione Civile di Foligno vengono stanziati dalla Giunta appena 200mila euro; invece di 1,8milioni per le emergenze richiesti da Comuni e Province risultano previsti 70mila euro; dei 300mila euro auspicati per sostenere il volontariato di Protezione civile arriveranno 20mila euro. Questi numeri danno la dimensione del divario che esiste tra la campagna elettorale e il concreto governo di una Regione, tra le promesse per intercettare voti e consenso e la dura realtà dei fatti e dei bilanci. Risulta evidente che il
sopralluogo della Seconda commissione a Foligno non ha portato a nulla di concreto e le parole dell’assessore Agabiti sono una doccia gelata sulle richieste della protezione civile regionale”.

Il consigliere di opposizione evidenzia infine che “la struttura regionale della Prociv e le associazioni hanno cercato momenti di confronto con la Regione, ma ciò non ha portato ad accogliere le loro giuste richieste. Privare di finanziamenti adeguati il settore della Protezione civile è una scelta irresponsabile e miope che, a fronte di immediate economie di bilancio, espone gli umbri a conseguenze di cui è complesso valutare le ricadute future”.