Procelli parla di misure di tutela per la salute e l’ambiente in previsione dell’avvento della nuova tecnologia di comunicazione di quinta generazione 5 G

CITTA’ DI CASTELLO – Misure di tutela per la salute e l’ambiente in previsione dell’avvento della nuova tecnologia di comunicazione di quinta generazione 5 G: l’argomento arriva in consiglio comunale con una mozione firmata da Giovanni Procelli, de La Sinistra.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato lo scorso due ottobre gli esiti della gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nelle bande 694.790 mhz, 3600-3800 mhz e 26,5-27,5 ghz, vale a dire asta per l’assegnazione delle frequenze del 5G, acronimo di “quinta generazione”, nuova frontiera di ipercomunicazione ubiquitaria e di massa e comunicazione per la telefonia mobile. Sono risultate vincitrici, oltre la piccola Iliad Italia S.p.A., le grandi società di comunicazione Vodafone Italia S.p.A., Telecom Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A. e Fastweb S.p.A. che non hanno lesinato sull’offerta, facendo a gara per accaparrarsi i diritti di utilizzo delle varie bande di frequenza. Infatti allo Stato Italiano è stato garantito un introito attorno ai 6.550.000.000,00 di Euro;
* questa nuova tecnologia senza fili, il cosiddetto Internet of Things ovvero Internet delle cose (IOT), si è stimato che consentirà entro il 2020, circa 50 miliardi di connessioni di oggetti smart, finora ritenuti passivi, ad Internet (qualunque oggetto tecnologico e non, compresi quelli di uso quotidiano come vestiti e scarpe: tutto potrà contenere antenne o microchip). Oggetti che diventeranno “intelligenti” dotati di sensori usati per operazioni di monitoraggio e controllo a distanza e capaci di dialogare tra loro, prendendo pure decisioni in autonomia. Tutto sarà a connessione Wi Fi; una connessione globale. – scrive Procelli nel documento – Per la rete 5G, la frequenza delle onde elettromagnetiche impiegate è più elevata rispetto a quella delle tecnologie precedenti, corrispondenti a lunghezze d’onda dell’ordine del millimetro o inferiori. Allo stesso tempo, dato che le onde impiegate dal 5G hanno una minore capacità, rispetto alle precedenti tecnologie, di penetrare attraverso l’aria, la vegetazione e le pareti degli edifici, richiedono perciò una elevatissima quantità di microantenne (si parla di migliaia e migliaia) che agiscono da ripetitori che verranno posizionate ovunque. – prosegue l’esponente de La Sinistra – Durante le prove per la messa a punto del modem 5G, si pensava che negli ambienti chiusi ed affollati, proprio per la peculiarità delle onde di trovare difficoltà di penetrazione attraverso l’aria, ci sarebbero stati grossi problemi di ricezione fino ad essere bloccata. Si è scoperto invece che la ricezione era ancora migliore perché le onde millimetriche superano letteralmente gli ostacoli “rimbalzando” sulla pelle delle persone e tra le persone”.

“L’ISDE (International Society of Doctor for the Environment) Italia, nel rispetto del Principio di Precauzione e del principio OMS “Health in All Policies”, letteralmente “Salute in tutta la politica”, ha chiesto una moratoria sulla sperimentazione del 5G fino a quando non vengano fatte le opportune valutazioni dei rischi ambientali e sanitari con piani di monitoraggio e l’obbligo di informare i cittadini esposti, dei potenziali rischi. Il Principio di Precauzione è spesso difficile da rispettare per i tempi che richiede mentre l’industria, per perseguire i propri obiettivi, non aspetta tempi così lunghi. Il rapido sviluppo tecnologico ha facilitato il percorso ed i programmi del 5G, agevolati anche dal silenzio generale con cui sono stati accompagnati. – continua Procelli – Dal mondo scientifico viene inoltre un appello all’applicazione del Codice di Norimberga il quale vieta qualunque sperimentazione sugli esseri umani. 180 scienziati indipendenti, medici e organizzazioni ambientaliste di 37 Paesi, tra cui il nostro, già nel 2017 hanno sottoscritto un appello con cui si chiede all’ONU, all’OMS, al Consiglio dell’Unione Europea ed ai Governi Nazionali la moratoria all’introduzione della tecnologia 5G, anche nello Spazio, fino a che scienziati indipendenti da soggetti politici, economici e finanziari non avranno completamente accertato i rischi per la salute umana e per l’ambiente. Nell’appello si legge che le strutture elettricamente conduttive dell’organismo umano possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni all’interno del corpo. Le stesse cariche in movimento possono diventare delle piccole antenne che rilanciano il campo elettromagnetico verso gli strati più profondi dell’organismo. Gli scienziati evidenziano inoltre che questa ulteriore tecnologia aumenterà sensibilmente l’esposizione degli esseri umani a campi elettromagnetici di radiofrequenza, (sommandosi a quelli prodotti dalle tecnologie 2G, 3G, 4G, Wi-Fi, ecc…, per le quali è già stata dimostrata la pericolosità per l’uomo e per l’ambiente), producendo un effetto multiplo e cumulativo di un flusso di radiazioni non ionizzanti, definito “elettrosmog”. – prosegue – Anche l’Associazione Medici per L’Ambiente, nel 2017, chiese una moratoria alla sperimentazione del 5G, annunciate su alcune città metropolitane, finché non sia stato pianificato il coinvolgimento degli Enti Pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario (Ministero Ambiente, Ministero salute, Ispra, Arpa, Dipartimento di prevenzione). Aggiunse pure di mettere in atto valutazioni preliminari di rischio, secondo metodologie codificate, ed un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari, avendo cura di portare a conoscenza dei soggetti esposti, dei potenziali rischi che la sperimentazione comporta”.

“Negli ultimi mesi, quasi nel silenzio assoluto, si sta assistendo ad una frenetica corsa contro il tempo, per implementare la tecnologia 5G. Lo dimostrano la velocità con la quale sono stati installati 200 mila lampioni LED/WI-Fi a Roma, le mini antenne accese a Torino, le suddette “sperimentazioni” a Bari, Matera, Prato, L’Aquila e Milano. Tanta fretta è probabilmente dovuta al timore per la presentazione, prossima, delle nuove linee guida sulla sicurezza per l’esposizione all’elettrosmog da parte del National Toxicology Program, promosso dal Dipartimento della salute e dei Diritti Umani degli USA e dall’ Istituto Scientifico di Ricerca Ramazzini di Bologna, cioè dei due Istituti di ricerca indipendenti riconosciuti come i più importanti al mondo in materia. Se L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che già nel 2011 aveva valutato le radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo, dovesse rivalutarne la classificazione, inserendole tra i probabili (Classe 2B) se non addirittura tra i certi (Classe 1) agenti cancerogeni per l’umanità, manderebbe in fumo il business ultramiliardario delle lobby dell’industria wireless. – scrive Procelli – Questa tecnologia, di fatto, costringerà i cittadini a vivere dentro una gigantesca area Wi-FI o griglia elettromagnetica a cui nessuno potrà sottrarsi indipendentemente dalle proprie scelte esistenziali”.

“Tenuto presente che il rapporto del gruppo di Lavoro sulla Sicurezza 5G PPP (il 5 PPP Phase 1 Security Landscape), supportato dalla Commissione Europea, ha evidenziato le criticità e la possibile inadeguatezza iniziale dei sistemi di sicurezza sui dati delle reti 5G. L’avvento del 5G, in Italia e nel Mondo, ha comportato quindi un aumento del rischio cyber rispetto ai preesistenti sistemi di comunicazione 4G, che già a loro volta non erano esenti da problematiche di sicurezza, anche nazionale, per la intercettabilità abusiva di dati. Questo perché lo spazio cibernetico consente a chi produce dispositivi e software di tenere nelle proprie mani il controllo degli stessi. – continua nel documento Procelli – Preso atto che in Italia TIM, Fastweb e Huawei hanno iniziato la fase sperimentale della rete 5G per la copertura di Bari a Matera; Oper Fiber e Wind Tre a Prato e L’Aquila mentre per Milano, che sarà la prima città metropolitana tra le più grandi d’Europa ad essere sottoposta alla sperimentazione, se ne occupa Nokia e Vodafone. Circa 4 milioni di cittadini residenti saranno sottoposti e coinvolti senza aver potuto esprimersi ed aver dato consenso;
* il Tar del Lazio, il 15 gennaio 2019, con una significativa sentenza, ha parzialmente accolto il ricorso presentato dall’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog sancendo che i Ministeri del’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione hanno sei mesi di tempo per avviare campagne informative sui rischi connessi all’uso dei telefoni cellulari e per un loro utilizzo prudenziale. Sentenza che riconosce di fatto la pericolosità dell’elettrosmog, una sentenza particolarmente importante, alla luce dell’arrivo del 5G”.

Considerato che “la nostra Città, già abbondantemente dotata di lampioni con illuminazione led smart, ai quali si aggiungeranno 560 corpi luce ecologici ad emissione zero e funzionali tra l’altro agli obiettivi di un risparmio energetico, di un miglioramento dell’illuminazione ed in prospettiva di usare ogni palo come un hub per connessioni e che potrebbero quindi fungere da vere e proprie antenne a piccole cellule funzionali al sistema 5G;
* tale intervento, sebbene nato con gli obiettivi sopraddetti e facente parte del progetto di Agenda Urbana, potrebbe rappresentare un interessante richiamo per il business dell’industria wi-Fi, anche se la nostra non è una Città metropolitana. – continua Procelli – Il Sindaco rappresenta la massima Autorità Sanitaria locale ed Ufficiale del Governo e che su di Lui gravano responsabilità penali, civili ed amministrative. In tema di salute e di tutela dell’ambiente dovrebbe sempre essere applicato il Principio di Precauzione, attuando quindi l’Art. 32 della Costituzione”.

Procelli, con questa mozione, impregna il sindaco e la Giunta “ad astenersi, fino a quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità non si sarà prossimamente espressa, dato che a breve dovrà valutare gli studi delle due più grandi Società indipendenti a livello mondiale sul tema in oggetto, sull’assenza dei rischi per la salute umana del nuovo sistema di comunicazione Wi-Fi di quinta generazione 5G, dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi di installazione di tale tecnologia su tutto il territorio del Comune di Città di Castello”.