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PNRR, Bettarelli: “La Lega destina percentuali da prefisso telefonico ad interi territori”

PERUGIA- “A pochi giorni dalla presentazione all’Europa del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza e all’avvio della fase attuativa in cui la Regione Umbria dovrà lavorare per ‘portare a casa’ i progetti presentati, la presidente Tesei ha chiesto ieri unità a tutte le forze politiche in Consiglio regionale. Una richiesta strumentale rispetto ad una fase di redazione del Piano gestita nelle segrete stanze che ha dato alla luce progetti fortemente penalizzanti di alcune aree del territorio regionale”: lo dice il consigliere regionale del Partito democratico Michele Bettarelli.

“Avremmo voluto – spiega – da opposizioni e rappresentanti politici, lavorare in modo ‘coeso’ anche nella fase di redazione del PNRR, presentando proposte o avanzando osservazioni, ma questo ci è stato impedito. A Roma sono stati depositati progetti che manifestano gravissimi squilibri territoriali che non sono stati oggetto in questi mesi di concertazione con opposizioni, rappresentanti istituzionali territoriali, associazioni, sindacati. Tanti i territori sostanzialmente dimenticati dalla Giunta regionale: dall’orvietano al folignate, fino allo spoletino. Territori privati della possibilità di sviluppo a cui, di fatto, non si riconosce un ruolo nella costruzione dell’Umbria del futuro e cittadini che stanno affrontando la crisi più grande dal dopoguerra privati di notevoli investimenti. In una regione piccola come la nostra, risorse così ingenti come quelle previste dal Recovery non possono vedere squilibri fra territori, non si può costruire un’Umbria ‘a due velocità’”.

“Caso eclatante – prosegue Bettarelli – quello dell’Alto Tevere: ad un territorio vastissimo, con un tessuto sociale e imprenditoriale tra i più vivi nella nostra Regione, in cui risiedono oltre 75mila persone, a cui sono state destinate percentuali dei fondi disponibili (oltre 3 miliardi di euro) da prefisso telefonico, inferiori all’1 per cento. Per fare alcuni esempi: in materia di rifiuti, nessun investimento è stato previsto per l’impiantistica di Belladanza (a fronte dei 37 milioni di euro disponibili) , così come per il distretto della grafica, un progetto ambizioso e complesso contenuto nel PNRR che si è però dimenticato di questo territorio che ha tra le più importanti imprese nazionali di settore, oltre a scuole di formazioni specifiche, oppure il caso dell’ex ospedale di Città di Castello, con il progetto del ‘Polo della Salute’ che viene definito ‘a bassa attinenza’, e su un totale di 400 milioni disponibili per l’edilizia socio sanitaria ne vengono destinati 2,5. Alto Tevere sul quale, dati alla mano, questa Giunta regionale e tutti i suoi rappresentanti, nel territorio con il più grande investimento economico di tutti i tempi a disposizione, hanno deciso di non investire”.

“La Lega – conclude – che ora chiede unità per far approvare i suoi progetti a Roma è la stessa che nelle segrete stanze ha elaborato un piano che sceglie con cura le aree da sostenere e quelle da abbandonare? Che svantaggia palesemente alcuni territori e cittadini?”.