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PD: “Le politiche sociali dell’amministrazione Cornioli: non c’è spazio per la fragilità”

SANSEPOLCRO – “Non c’è spazio per la fragilità”: così il Partito Democratico definisce le politiche sociali dell’amministrazione Cornioli. “Chiudono Centro Giovani, Centro per l’integrazione, front office del Comune sulle politiche sociali, niente esenzione dai ticket sanitari per le fasce di reddito più deboli. – scrivono in nota dal PD biturgense – Le politiche sociali hanno l’obiettivo di garantire assistenza e tutela alle fasce più fragili della società in particolar modo persone non autosufficienti, minori e persone in grave difficoltà economica. Un’efficace politica sociale previene fenomeni di devianza, fa crescere il senso di comunità tra i cittadini perché mettendo in rete i servizi pubblici e quelli del volontariato previene il disagio psichico e fisico che comporta costi altissimi non solo in termini di risorse economiche, ma anche di gravi costi sociali”.

“Tutto questo era una realtà nel nostro Comune portata avanti da tutte le amministrazioni che si sono succedute in questi anni, ognuna delle quali ha cercato di integrare le politiche sociali apportando il proprio contributo e mantenendo tutti i servizi. – proseguono dal Partito Democratico – Purtroppo l’arrivo del Sindaco Cornioli ha comportato un sostanziale arretramento del Comune di Sansepolcro nella gestione dei servizi sociali, non per opera della gestione unificata presso l’Unione dei Comuni (dobbiamo ricordare che le risorse gestite dall’Unione sono quelle decise dal Comune di Sansepolcro), ma per una mancanza di attenzione nei confronti delle fasce più deboli. Del resto – continuano nella nota stampa – l’assessore Vannini nelle sue relazioni scritte e nelle sue dichiarazioni pubbliche parla soltanto dei progetti destinati alla “socialità”: passeggiate, gite, feste, che sono un aspetto della coesione sociale, non l’essenza. Su tutto il resto questa amministrazione, tace. Forse perché la fragilità è in contrasto con l’immagine da cartolina che questa amministrazione vuole dare di Sansepolcro, una Città senza problemi i cui cittadini vivono nel benessere. Purtroppo, sappiamo fin troppo bene che la realtà è molto diversa, che ci sono temi urgenti da affrontare: il repentino invecchiamento della popolazione, la questione dei distretti sanitari, la non autosufficienza, il disagio giovanile, la perdita di posti di lavoro che genera un repentino impoverimento della popolazione. In un silenzio assordante sono venute meno importanti azioni di prevenzione sulla salute come l’esenzione del pagamento dei ticket sanitari per le persone con compravate difficoltà economiche. La chiusura dall’autunno 2016 del Centro Giovani, punto di aggregazione per molti minori che lì trovavano un punto di riferimento, gestito da personale formato, in grado di accogliere le tensioni tipiche dell’adolescenza e prevenire possibili devianze. Non è dato sapere se c’è l’intenzione di riaprirlo e sulla base di quale criteri gestirlo”.

“È di pochi giorni fa la notizia della chiusura del Centro per l’Integrazione dopo anni di servizio a fianco delle comunità di immigrati che vivono nel nostro territorio. – proseguono dal PD – Un’importante opera che vedeva il pubblico e il volontariato insieme per migliorare e anche monitorare la situazione di vita di chi, proveniente da paesi lontani, ha scelto Sansepolcro come luogo di residenza e lavoro. Non sappiamo se sarà sostituito con un altro servizio, per ora l’unica cosa certa è la sua chiusura. Infine, in Comune è stato chiuso il front-office delle politiche sociali, trasferito all’Unione dei Comuni, quando in un’ottica di servizi associati, poteva rimanere nella casa comunale e dare continuità alle politiche operate dal Comune di Sansepolcro. Nella Commissione sociale l’assessore Vannini ha elencato tutti i servizi attivi che riguardano la nostra Città, servizi ormai attivi da tempo e tra i quali continuano a mancare quelli che abbiamo elencato. La gestione associata dei servizi sociali – concludono – è stata interpretata dall’amministrazione come una delega completamente in bianco che prevede l’arretramento dei servizi e scarso controllo. Desideriamo quindi lanciare una semplice proposta per l’amministrazione, ovvero quella di confrontarsi con altre realtà istituzionali, magari anche più complesse o avanzate della nostra, per capire i modelli di gestione dei servizi sociali attuati e quali tra loro sia maggiormente appropriato in relazione ai bisogni della nostra comunità”.