Pd Città di Castello: “Non vogliamo un’emergenza rifiuti in Umbria. Orvieto e Perugia facciano la loro parte”

CITTA’ DI CASTELLO – Il Partito Democratico tifernate resta convinto che “la serietà politica e correttezza amministrativa, debbano essere il faro che guida le scelte di ogni amministrazione”.

Attraverso un ordine del giorno, recentemente approvato in modo unanime, “abbiamo scritto e sottoposto alla condivisione di tutti i gruppi consiliari, la disponibilità di Città di Castello, ad accogliere per 2 mesi 8000 tonnellate di rifiuti nella discarica di Belladanza, rifiuti provenienti da altri territori. – scrivono dal locale Pd – Le condizioni non negoziabili contenute nell’ordine del giorno erano che anche il Comune di Orvieto facesse lo stesso, che la discarica di Borgo Giglione, gestita da chi oggi è in emergenza rifiuti (Comune di Perugia), potesse ripartire un volta messa a norma, al fine di riprendere i quantitativi oggi distribuiti fuori ambito, agli stessi costi compresi i trasporti”.

“Di queste condizioni, – proseguono dal Pd – solo il conferimento a Belladanza coincide con gli impegni presi. Resta ancora da verificare la generosità delle Crete di Orvieto e la realizzazione dei lavori di adeguamento per Borgo Giglione di Perugia. Quindi, l’Auri ha il compito ed il dovere di convincere Orvieto e Perugia a fare la sua parte. Inoltre – proseguono – sollecitiamo il gestore Tsa a recuperare sui ritardi, non comprensibili, per la definizione del progetto di adeguamento della discarica, destinata a ricevere i rifiuti di quei comuni che oggi rischiano di lasciarli per strada”.

“Non vogliamo emergenza rifiuti in Umbria, ma Città di Castello non sarà mai la discarica di altri territori. – scrivono ancora dal Partito democratico tifernate – Per tempo e con saggezza abbiamo deciso di ampliare la discarica a Città di Castello, per finanziare, attraverso un piano industriale quindicinale, la realizzazione degli impianti, oggi in fase di avviamento. Quindi, anticipare il riempimento della discarica, perché altri comuni non differenziano, o non hanno impianti, o non gestiscono in base al piano regionale dei rifiuti, ci pare oltremodo ingiusto per i cittadini dell’ambito nord dell’Umbria, oltre che costringerci a rinegoziane e rimodulare il nostro piano industriale. Siamo responsabili e generosi, ma abbiamo dato”.