Patrocinio comunale a “Processo al ’68”, scoppia la polemica fra Pd e Lignani Marchesani

CITTA’ DI CASTELLO – Si torna a parlare di patrocini concessi dal Comune ad alcune iniziative, questa volta ad intervenire è il segretario del Pd tifernate Mauro Mariangeli a seguito del patrocinio comunale ricevuto dall’iniziativa organizzata dal centrodestra dal titolo “Processo al ’68” in calendario venerdì 15 giugno nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini.

“Ci era parso inopportuno già il patrocinio alla presentazione del libro di Mario Giordano, il mese scorso. – dice Mariangeli – Oggi sinceramente nutriamo sbigottimento al patrocinio dell’iniziativa “Processo al ‘68” organizzata dal Movimento legato a Fratelli D’Italia, “Gioventù Nazionale Umbra”, e dalla coppia Lignani Marchesani (Fd’I), e Valerio Mancini (Lega), che si firmano solo con i loro cellulari, omettendo ambiguamente il nome. È pacifico che Fratelli d’Italia e Lega sono opposti al nostro pensiero e alternativi al governo della nostra Città. Alleanza cattolica, risulta essere una organizzazione tradizionalista associata alla destra anche di quella più estrema e la sua creatura, l’Idis (istituto per la dottrina e l’informazione sociale) per anni ha avuto una intera pagina sul quotidiano di An, Il secolo d’Italia. – prosegue nella nota il segretario del Pd – In Italia, Alleanza Cattolica non poteva che trovare alleati nella Lega Nord e nei circoli legati all’europarlamentare Borghezio, un passato in Ordine Nuovo e un presente di razzismo e di xenofobia, di discriminazione e persecuzione nei confronti dei più deboli e disagiati. Leghisti, cattolici tradizionalisti non disdegnano di marciare con gruppi fascisti e nazisti ad essi legati dalla difesa della cristianità”.

“Risulta evidente che tali iniziative, promosse da Fd’I, Lega e AC, niente hanno a che spartire con il nostro governo di Centrosinistra, – prosegue Mariangeli – ma soprattutto con la tradizione contro la xenofobia e antifascista che lega la nostra democrazia alla lotta di tanti nostri concittadini. Un governo laico e tollerante, dove il fondamentalismo religioso non guida l’azione politica, ma lascia libertà di espressione, nel rispetto democratico. Sarebbe stato quindi sufficiente, autorizzare la manifestazione e magari concedere anche la sala, ma non il patrocinio, che significa “condivisione”. Siamo per la dialettica e il confronto politico anche aspro, non siamo per il sostegno di tali iniziative. – conclude – Auspichiamo un ripensamento alla concessione di tale patrocinio, perché di condivisibile in questa iniziativa, non troviamo nulla”.

A stretto giro di posta risponde Andrea Lignani Marchesani, consigliere di Fratelli d’Italia, con una nota.

Il Pd pensi ad amministrare la Città visto che questo gli è stato temporaneamente concesso. Scagliarsi contro un’iniziativa legittima e democratica denota, intolleranza, nervosismo un’isteria che fa dubitare sulle possibilità di poter gestire con raziocinio la Comunità tifernate. A firmare infatti è il Segretario comunale del partito di maggioranza cittadino non uno qualsiasi, certamente un soggetto dalla memoria corta visto che dimentica di aver condiviso con i partiti che insulta alleanze e programmi in un passato non troppo lontano. Certamente il convegno ha un punto di vista originale e di parte sul ’68 ed è giusto che nella ricorrenza del mezzo secolo si possa dare un contributo fuori dal pensiero unico. Inoltre relatore del convegno è un magistrato che non potrebbe neppure intervenire a iniziative politiche. Non aver messo direttamente nomi è stato solo per fugare qualsivoglia dubbio sulla terzietà della manifestazione, non certo per nasconderci; certamente  gli amici Mancini e Paladino il sottoscritto, pur ricoprendo cariche istituzionali, hanno voluto dare un contributo organizzativo ed espletato le pratiche per il patrocinio che bene ha fatto l’Amministrazione comunale a concedere. Il Pd dovrebbe invece ricordare come alcune volte, esercitando in maniera distorta il potere concessogli dai cittadini, abbia utilizzato le sale del Circolo in iniziative esclusivamente di Partito violando una tradizione secolare dell’Accademia degli Illuminati di cui mi pregio essere socio.