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Marconcini: “Il Museo Civico di Sansepolcro non è stato privatizzato e continuerà ad essere pubblico”

SANSEPOLCRO – “Il museo civico biturgense non è stato privatizzato e continuerà ad essere pubblico”: così l’assessore alla Cultura Gabriele Marconcini risponde all’interrogazione delle opposizioni.

“Con il prestito della Madonna della Misericordia – spiega l’assessore –  il nostro Comune è riuscito a intercettare un’opportunità che ci ha fatto accedere ad un circuito culturale che ci ha permesso di attingere a risorse tecniche, culturali, mediatiche ed economiche che nel nostro piccolo non saremmo mai riusciti a mobilitare: dopo anni di impasse riusciamo ora a sperimentare un modello che nel giro di pochi giorni è riuscito a rinnovare il volto e l’offerta del nostro museo. Concretamente è successo che per questi nove mesi, oltre ad avere due mostre eccezionali, siamo riusciti a mettere in atto un modello di gestione della struttura che contrariamente a quanto affermato da alcuni gruppi di minoranza non è assolutamente considerabile come un affidamento diretto (in quanto non vi è alcun appalto di servizi), ma come una soluzione costruita entro il perimetro dalla convenzione tra i comuni di Sansepolcro e Milano. In pratica, – prosegue Marconcini – per gestire efficacemente le due mostre abbiamo deciso di sviluppare un accordo con Civita Mostre (società individuata dal Comune di Milano per realizzare le mostre nel Civico di Sansepolcro) che ci permetterà di ottenere, senza alcun tipo di controindicazione culturale ed economica, molti benefici”.

Nello specifico l’assessore precisa che “il museo civico di Sansepolcro non è stato privatizzato e continuerà a rimanere pubblico. Soltanto per il periodo delle mostre i servizi di biglietteria, bookshop e sorveglianza sono stati affidati a Civita in cambio di un importo composto in parte in moneta (70mila euro) e in parte in servizi (la sorveglianza, il cui costo per i prossimi nove mesi ammonta a 79.300 euro). In pratica, grazie a questo accordo, il Comune si è assicurato l’equivalente delle entrate (calcolate su base storica) che non avrà più dalla gestione diretta della biglietteria. I dipendenti comunali che lavoravano al museo, i quali nonostante l’esperienza pluriennale avrebbero avuto difficoltà ad operare al di fuori degli stretti argini del pubblico impiego, – continua l’assessore – saranno redistribuiti e ottimizzati implementando i servizi carenti del Comune senza assumere nuovi dipendenti, mentre i dipendenti della cooperativa di sorveglianza continueranno a prestare servizio in piena continuità con il passato, dato che il loro rapporto di lavoro proseguirà fino al termine della seconda mostra”.

L’assessore Marconcini spiega inoltre che “il Comune di Sansepolcro avrà una percentuale sulle vendite del bookshoop e una quota del 5 per cento sulle eventuali entrate di biglietteria successive alla copertura dell’investimento effettuato” e che “il Comune manterrà la direzione del museo e un indiscusso ruolo guida in materia di politiche culturali e di indirizzo culturale”.

“In definitiva, – precisa Marconcini – grazie alla convenzione siamo riusciti ad eliminare il passivo che come Comune vediamo accumularsi mese dopo mese (mediamente il nostro museo si chiude ogni anno con circa 50mila euro di passivo), trovando una soluzione che ci permette, una volta tanto, di chiudere in pareggio. Questo periodo temporaneo di nove mesi è da considerare come un’opportunità per sperimentare la validità di un modello che se dovesse rivelarsi vincente potrebbe darci indicazioni concrete per il futuro; in caso contrario tra nove mesi nulla ci vieterà di tornare alla precedente forma di gestione. In definitiva non abbiamo privatizzato nulla, ma abbiamo trovato un sistema temporaneo di gestione che, grazie a un modello moderno e professionale, riuscirà a sbloccare il nostro museo e ad incrementare la vocazione artistica della nostra città.”