Lignani: «Rischio concreto di chiusura dell’ex Fcu sull’onda emotiva dell’incidente in Puglia»

CITTÀ DI CASTELLO – Si torna a tornare della ferrovia. Questa volta a entrare nel merito è
Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale tifernate. Ecco il documento integrale.

Da anni è in atto un neanche troppo occulto piano che porta alla chiusura della ex Fcu; abbandono di fatto dell’investimento in elettrificazione con i Minuetti cannibalizzati e comunque spostati nella tratta Foligno/ Terontola, treni sempre più fatiscenti, sporcizia e sempre più corse sostituite con uno pseudo servizio su gomma ne sono evidenti segnali. D’altronde fin dalla fallimentare costituzione dell’azienda unica la Regione non ha fatto mistero di privilegiare la gomma al ferro con il risultato che oggi abbiamo un collegamento ferroviario in Alta Valle del Tevere di gran lunga inferiore a quello presente negli anni ’30 del secolo scorso. Gli incidenti in prossimità di Massa Martana e Umbertide hanno portato alla chiusura di parte della linea con la differenza che non si è fatto mistero a livello istituzionale di voler compiere manutenzione nel tratto Ponte San Giovanni / Terni e di lasciare al suo destino come un ramo secco l’intera tratta nord fino a Sansepolcro.
Il rischio nell’immediato è che si giunga ad una celere chiusura anche della tratta Sansepolcro / Città di Castello con la scusa di una manutenzione a data da destinarsi e che si utilizzi l’ondata emozionale del tragico incidente in Puglia come ottimo pretesto teso ad evitare proteste da parte degli utenti che è bene ricordare appartengono alle fasce deboli della popolazione. Il binario unico con così poche corse non è un rischio. Il rischio vero è la chiusura di una ferrovia con oltre cento anni di storia. I tanti rappresentanti istituzionali altotiberini a livello parlamentare e regionale si attivino per scongiurarla.