Lignani Marchesani sul Sicomoro: “Perchè affidare un minore ad una cooperativa in liquidazione?”

CITTA’ DI CASTELLO – “Perché il Comune insiste nel collaborare con una cooperativa in liquidazione per lo svolgimento di un’attività delicata e sensibile come l’affidamento di minori?”: è questa la domanda che il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani ha rivolto al sindaco Luciano Bacchetta con un’interrogazione che riguarda i rapporti tra l’ente e la cooperativa “Il Sicomoro”.

Prendendo spunto dal pagamento, il 9 settembre scorso, di una somma di 7.364 euro in riferimento all’affidamento al sodalizio in questione di un minore in difficoltà assegnato ai Servizi Sociali con decreto del Tribunale di Perugia del giugno 2016, l’esponente della minoranza deplora la scelta di gestire una persona in stato di disagio attraverso un operatore sociale che si trova in liquidazione e ha fatto registrare “consistenti ammanchi nella gestione fallimentare degli asili di San Giustino, Riosecco e Trestina”.

“La situazione difficile della cooperativa – sostiene Lignani Marchesani – era già nota all’epoca e i disagi che la stessa ha provocato alle famiglie e ai bambini per la chiusura degli asili sopra ricordati sono inqualificabili, per non parlare della situazione di vulnerabilità sociale in cui sono stati gettati i soci lavoratori”. Nel richiamare l’attenzione sulla “necessità di non ricorrere più ai servizi di una cooperativa in stato di liquidazione”, Lignani chiede di sapere quali siano state le determinazioni finali in merito al rinnovo o alla revoca dell’affidamento al termine del periodo oggetto del rapporto con Il Sicomoro e quale sia stata “l’attività di monitoraggio e controllo degli assistenti sociali del Comune al fine di tutelare il benessere psicofisico del minore”.