fbpx

Le donne del consiglio comunale contro le dichiarazioni di Lignani sulle dipendenze: “C’è ancora da fare per una reale parità di genere”

CITTA’ DI CASTELLO – “Proporre di riaprire le case chiuse è un’affermazione inaccettabile”: così le de donne che siedono in consiglio comunale presentano una mozione di censura alle affermazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani rilasciate nel corso del dibattito sulle dipendenze nell’ultimo consiglio comunale tifernate. L’indignazione, unanime, arriva dagli assessori Luciana Bassini, Rossella Cestini, Monica Bartolini, e i consiglieri Luigina Flamini di Tiferno Insieme, Emanuela Arcaleni di Castello Cambia, Francesca Mencagli del Pd, Ursula Masciarri, Tiziana Croci, Benedetta Calagreti del Psi.

“Proporre di riaprire le case chiuse per sostituire un mazzetto di Gratta e vinci con una prestazione sessuale è un’affermazione irricevibile in una società che riconosce pari diritti e dignità di genere. – dicono unanimemente – La concezione che sta alla base delle case chiuse non valorizza l’autodeterminazione della donna, ma accentua la strumentalità e lo scambio di cui il corpo delle donne è nei secoli stato oggetto. Oltre a rivelare un atteggiamento maschilista e irrispettoso, i toni sprezzanti e di sufficienza usati da Lignani, in questa e in precedenti occasioni, nel silenzio generale, sono indicativi di come la società nel suo complesso stia compiendo dei passi indietro anche su diritti che le leggi riconoscono alle donne. Il lavoro per conquistare una reale parità di genere è ancora lungo ed è una manipolazione dire che ormai siamo uguali. C’è ancora discriminazione palese o strisciante, come le parole di Lignani documentano. Auspichiamo – proseguono – che questa sindacatura serva anche per sviluppare e diffondere una concezione più marcatamente occidentale del ruolo delle donne e che ogni consigliere contribuisca a mantenere alta l’autorevolezza dell’assise in cui siede, facendosi promotore di una cultura democratica e moderna anziché cedere alla tentazione di concezioni passatiste e, alla luce del mondo contemporaneo, caricaturali, specie se sostenute in pubblico”.