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Lascito Mariani e Casa della Salute presso vecchio ospedale: ecco la nota a firma Pd e Psi

CITTÀ DI CASTELLO- “La maggioranza consiliare e l’amministrazione di Città di Castello, hanno da sempre sostenuto che le risorse del Lascito della Sig.a Clara Mariani dovessero essere impiegate nella realizzazione di un progetto di forte potenziamento dei servizi sanitari territoriali secondo il modello della casa della salute. Lo abbiamo sostenuto da quasi un decennio e di fronte all’emergenza sanitaria che attanaglia il Paese da quasi un anno siamo ancora più convinti di questa necessità. Infatti è stato proprio in questo periodo emergenziale che c’è stata la dimostrazione oggettiva di quanto sarebbe stato utile, per combattere questo nemico subdolo, poter disporre di un servizio di sanità territoriale come questo”: inizia così la nota a firma congiunta dei Gruppi Consiliari PD e Psi.

“Per la realizzazione della Casa della Salute abbiamo sempre pensato che potesse essere un’opportunità utilizzare un contenitore come l’edificio del vecchio ospedale risolvendo così un secondo e distinto problema di Città di Castello che è il recupero di un edificio di pregio architettonico collocato in un’area del Centro storico oggetto di ingenti investimenti da parte dell’Amministrazione Comunale di Città di Castello e da parte di soggetti privati. – aggiungono- In questo senso andava il precedente protocollo di intesa tra Regione, Comune e Asl Umbria 1 adottato dalla Regione dell’Umbria nel maggio 2019. In questa direzione andava inoltre l’Ordine del Giorno approvato in Consiglio Comunale nell’estate scorsa.

Ora comprendiamo bene le ragioni che spingono il Consigliere Lignani a sostenere la non necessità della realizzazione del progetto di potenziamento dei servizi sanitari territoriali, la posizione è infatti coerente con le azioni messe in campo dalla Giunta Regionale a trazione leghista che anche di fronte alla dimensione dell’emergenza sanitaria in atto ha preferito non assumere personale e non investire nella sanità pubblica per paura di non riuscire a realizzare uno dei punti programmatici principali quello di attuare in Umbria il modello di sanità lombarda che vede un fortissimo protagonismo della Sanità privata. Non hanno abbandonato questo proposito neanche di fronte ai risultati non esaltanti della Sanità Lombarda nella lotta al contagio da covid-19.

“La cosa che non comprendiamo è perché invece di difendere gli interessi del territorio e soprattutto dei suoi concittadini preferisca percorrere una strada che ha come unico scopo, forse, quello di accreditarsi ai potentati Perugini della sua parte politica al fine di rendersi credibile nella imminente sfida elettorale. Comunque il Centro Sinistra cittadino continuerà a battersi affinchè, si potenzi il servizio territoriale sanitario a Città di Castello e in Alto Tevere mediante la realizzazione del progetto della Casa della Salute che rientra pienamente nella dicitura nel dispositivo della Delibera 51/2021 della Giunta Regionale, oltre al potenziamento del Centro alzheimer ed un eventuale destinazione di risorse per il potenziamento degli strumenti necessari per debellare il virus sars-cov2 dal nostro Territorio. Se, come già detto in altre occasioni, la Regione dell’Umbria non vorrà cogliere questa occasione anche per recuperare il vecchio ospedale, dovrà essere cosciente che quella situazione architettonica ed urbanistica, già oggi non è più sopportabile da chi ha spesso enormi quantità di denaro per recuperare una parte fondamentale del Centro storico di Città di Castello”.

“Da ultimo, per quanto riguarda il vecchio ospedale il Consigliere Lignani ci dovrebbe spiegare le ragioni che hanno spinto la Giunta Regionale a spostare i 3 milioni di euro di risorse provenienti dai fondi della ricostruzione post sisma 2016, destinati al recupero e la valorizzazione dell’edificio ex ospedale San Forido di Città di Castello al finanziamento di altri interventi in altri territori. Questa è una decisione chiara da parte della regione che la dice lunga circa l’attenzione che pone verso il territorio di Città di Castello e dell’Alto Tevere più in generale.”