Il PD porta l’inchiesta “Angeli e demoni” in consiglio comunale. L’assessore Bassini spiega le procedure usate per l’affido

CITTÀ DI CASTELLO – Al centro dell’interrogazione del gruppo PD discussa nel consiglio comunale di lunedì 9 settembre, c’era l’affido familiare, a fronte dell’inchiesta “Angeli e Demoni”.

“Un’indagine ancora in corso che ha portato allo scoperto risvolti raccapriccianti del lavoro svolto dalla rete dei servizi sociali della Val D’Enza, accusati di avere redatto false relazioni per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Per questi motivi vogliamo conoscere – ha detto Luciano Tavernelli, consigliere del PD – soggetti e modalità che intervengono nella realizzazione del progetto d’affido per rispondere al bisogno di accoglienza di quei minori che non possono rimanere nel loro contesto familiare”.

Luciana Bassini, assessore alle Politiche sociali ha risposto che “L’affido di un minore richiede il coinvolgimento di diversi attori a partire dal bambino/ragazzo e la sua famiglia di origine, gli operatori dei Servizi Sanitari ed in particolar modo del Servizio Integrato per l’Età Evolutiva USL. Nel regolamento è prevista una proposta di affidamento eterofamiliare viene presentata formalmente dall’assistente sociale dell’Ufficio di Cittadinanza del Comune di residenza del minore, referente della situazione familiare e concordata con l’Equipe per l’Affido Familiare, dopo aver esaminato le difficoltà della famiglia di origine e gli elementi che suggeriscano l’opportuna indicazione di avvalersi dell’istituto dell’affido familiare. Nel caso in cui le difficoltà del nucleo di origine del minore siano particolarmente severe, l’indicazione può venire dal Tribunale per i Minorenni. C’è la fase di abbinamento del bambino ad una famiglia che viene fatta attingendo alle disponibilità di singoli, coppie e famiglie presenti nella Banca Famiglie del territorio. Questo ingresso avviene attraverso un percorso di preparazione e di valutazione svolto dagli operatori dell’équipe finalizzato a definire il loro profilo per un eventuale abbinamento con un minore. La valutazione avviene attraverso colloqui singoli e di coppia, una visita domiciliare e l’incontro con i figli della famiglia candidata. Viene poi definito un progetto di affido con tempi di attuazione, le finalità da perseguire, la durata prevista, gli incontri con la famiglia di origine. L’affido viene monitorato costantemente. La famiglia affidataria percepisce un’indennità per le spese di mantenimento e di cura del minore in affidamento, 507,00, la pensione minima INPS”.

Nellareplica  Mirco Pescari ha detto: “Quando si tratta di minori nel bisogno, c’è un’equipe che valuta; gli elementi dati dall’assessore sono di tranquillità per quell’opinione pubblica colpita da quello che la stampa ha chiamato il partito di Bibbiano. Ma che non esiste, esistono persone che non so come definire e che hanno compiuto atti criminali. Noi viviamo tutta un’altra storia”.