Il Comune aderisce alla campagna Avis per le donazioni di sangue

CITTÀ DI CASTELLO – Approvato dal consiglio comunale di Città di Castello all’unanimità e molti distinguo il protocollo d’intesa con l’AVIS – firmatari anche Regione ed Anci – che tornerà in commissione per ulteriori approfondimenti. Il testo dell’intesa è stato illustrato nella seduta di martedì 30 luglio dal presidente del Consiglio comunale Vincenzo Tofanelli il quale ha riassunto i contenuti già discussi in commissione: “E’ una presa d’atto attraverso la quale sosteniamo i principi di questa associazione e la loro attività. In particolare la campagna di informazione, inserendo nella spedizione della Costituzione ai maggiorenni del comune un opuscolo sulla donazione e usufruendo dei canali del comune, la valorizzazione di punti dove si fa informazione e della sede attraverso la segnaletica, organizzazione efficiente dei servizi da parte della ASL. Il tutto senza oneri”.

Anche Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra e presidente della commissione Servizi, ha sintetizzato il protocollo “informazione e sostenere presenza Avis. Sebbene l’associazione abbia spese, tra cui affitto, nella richiesta non c’è questa voce anche se successivamente è giunta la domanda di contributo economico, che sarà esaminata a parte. C’è un calo del 3% nella donazione e si è creato una carenza del fabbisogno. I commissari hanno votato all’unanimità il documento. Quando Avis non c’era, per donare il sangue, dovevano partire auto per gli ospedali dove serviva. Ringraziamo Avis per quello che sta facendo”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha espresso dubbi: “Non nel merito della donazione e nell’opera meritoria dell’Avis, ma dal punto di vista tecnico l’Avis è l‘unico gruppo a Città di Castello ma non in generale. C’è per esempio la Croce Rossa con i suoi donatori. L’associazione prende un contributo quando c’è la donazione. Se dovesse nascere un altro gruppo? Stabilire che solo Avis abbia questa peculiarità non so se è giusto. E’ vero che non ci sono spese?”. Mirko Pescari, capogruppo del Pd, si è detto molto coinvolto nei contenuti: “Credo che l’amministrazione faccia bene a promuovere l’Avis e sulle spese l’approvazione del protocollo diventa un ordine del giorno per il consiglio. Tutte le condizioni dell’articolato devono tradursi in atti concreti”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “l’impegno dell’Avis deve essere valorizzato ma Lignani ha ragione su spese e pluralità potenziale dei soggetti. Voterò a favore però che l’Anci faccia un accordo solo con un’associazione crea difficoltà nell’ambito della rappresentanza dei volontariati”. Per Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, “non bisogna preoccuparsi del protocollo tra l’associazione di donatori più importante e le istituzioni. Ognuno ha i suoi canali. Nella vicina Toscana ce ne sono altri. Una volta anche le aziende avevano donatori. La denuncia dell’ospedale di Terni sulla carenza di sangue è di qualche giorno fa. C’è una fluttuazione negativa dell’attività donazionale specie durante le ferie. Donare il sangue significa supportare una serie di patologie talmente gravi per le quali la scienza non ha trovato un sostituto. Più donazioni ci sono e più si risponde a questa criticità. La lettera di accompagnamento dell’Avis è una richiesta di aiuto: non rappresenta un problema mettere un link dell’AVIS o di altre associazioni che lo chiedano. Prendiamo questo impegno anche con un’attenzione politica a queste problematiche”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha parlato di “un’attività salvavita. Donare il sangue è espressione di solidarietà e civismo. Bisogna promuoverlo a tutti i livelli in silenzio perché il bene la pubblicità se lo fa da solo”.

Nella dichiarazione di voto Procelli si è detto meravigliato “per i distinguo e le polemiche. Ben vengano altre associazioni”. Lignani: “L’atto è condiviso ma va scritto meglio. Che significa prendere atto del protocollo? Specifichiamo se ci sono poste economiche e nel caso prevediamo un regolamento per finanziare”. Per il segretario comunale Bruno Decenti, rispondendo a Pescari, che aveva sollecitato una verifica sui rilievi di Lignani, “l’atto è già stato sottoscritto da altri soggetti. La linea adottata è un po’ ambigua e abbiamo proposto una redazione che salvaguarda i principi, lasciando ad altra determinazione le specifiche in sospeso”. Pescari ha eccepito che “il consiglio prende atto di un protocollo d’intesa non una convenzione. Andiamo in commissione per tradurre in atti amministrativi il contenuto politico. Il consiglio non può tentennare”. Lignani ha proposto di togliere “senza onere”. Tiziana Croci, consigliere del Psi, si è detta favorevole anche “per sensibilizzare i giovani”. Per Bucci: “E’ un errore dividere il consiglio sulle donazioni. Discutiamo in commissione e torniamo in consiglio”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega Nord, ha ribadito che “la forma ha un suo valore”. Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha definito “normale votare a favore ma poi lo riportiamo in commissione? Allora abbiamo sbagliato come per il regolamento delle case popolari, rivotato dopo pochi mesi. Evitiamo questi teatrini. Voglio svincolarmi da queste polemiche”.