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I consiglieri di opposizione lanciano il piano della sanità a Umbertide e nel territorio

UMBERTIDE – Con una manifestazione presso l’Ospedale di Umbertide il prossimo 12 giugno e con uno specifico Ordine del giorno, i consiglieri di opposizione si appellano a tutti i cittadini senza distinzioni e alle forze che vogliono potenziare l’ospedale di Umbertide  e i servizi sanitari.

Insieme con i cittadini e con tutte le forze, associazioni e soggetti che hanno cuore il diritto alla salute e una sanità a misura della persona. Una concreta proposta e un sistematico progetto di potenziamento dell’ospedale e dei servizi sanitari di Umbertide. In un’ottica di efficace riordino territoriale, soprattutto, in direzione della medicina territoriale. A vantaggio dei cittadini.

Con questo intento i consiglieri comunali Gianni Codovini di Umbertide cambia/CiviciX, Giampaolo Conti del Movimento 5 Stelle, Filippo Corbucci e Matteo Ventanni del PD hanno lanciato per il giorno 12 giugno una manifestazione presso l’ospedale di Umbertide, accompagnandola con un Ordine del giorno in Consiglio comunale, un vero e proprio manifesto sulla sanità a Umbertide nel quadro regionale.

“La medicina territoriale – affermano i consiglieri comunali Codovini, Conti, Corbucci, Ventanni – è il fondamento strategico e gestionale della sanità ed ha un ruolo primario e deve essere tecnologicamente avanzata; l’assistenza domiciliare dotata di mezzi e di personale sufficiente a garantire un territorio ampio  e con molta popolazione anziana; le nuove case della comunità collocate in modo razionale nel territorio in modo da rispondere ai bisogni degli utenti svolgendo una funzione di prevenzione, di assistenza, e di filtro rispetto alla cura, senza pregiudizi di localizzazione; deve essere reso concreto il ruolo funzionale di vasta area del pronto soccorso H24 del nostro ospedale; deve essere mantenuto il Distretto (il nuovo nome sarà COT, Centrale Operativa Territoriale), che in questo quadro è essenziale. Perciò il Distretto e le Aggregazioni territoriali funzionali con l’integrazione delle cosiddette USCA (Unità speciali di medici continuità assistenziali), hanno bisogno di nuove figure quali l’infermiere di famiglia per gestire il paziente a domicilio”.

Accanto a questi strategici nodi del riordino sanitario, i Consiglieri rilanciano politiche immediate quali la riapertura della RSA con tutto il suo personale e i posti letto prima della pandemia, il pieno funzionamento dell’ambulatorio oncologico al servizio dei pazienti più fragili e l’utilizzazione delle sale operatorie a tempo pieno con la necessaria dotazione di anestesisti.