E45, sindaci uniti per il futuro: manifestazione programmata a “Canili”

PIEVE SANTO STEFANO – Uniti per il futuro del territorio. Tutti i sindaci dei Comuni interessati dalla chiusura del viadotto Puleto sulla E45, continuano a sollecitare il Governo chiedendo un intervento urgente. Nel frattempo hanno organizzato, per sabato 16 febbraio, alle 11.30, nell’area di servizio “Canili” di Verghereto, una manifestazione.

A firmare la missiva sono stati: Paolo Lucchi (Cesena), Marco Baccini (Bagno di Romagna), Enrico Salvi (Verghereto), Monica Rossi (Mercato Saraceno), Enrico Cangini (Sarsina), Fabio Molari (Montiano), Quintino Sabattini (Sogliano al Rubicone),  Massimo Bulbi (Roncofreddo), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e Presidente della Provincia di Ravenna), Gabriele Fratto (sindaco di Bertinoro e Presidente della Provincia di Forlì-Cesena), Luca Coffari (Cervia), Matteo Gozzoli (Cesenatico), Guglielmino Cerbara (Sant’Agata Feltria), Alessandro Polcri (Anghiari), Alberto Santucci (Badia Tedalda), Claudio Baroni (Caprese Michelangelo), Alfredo Romanelli (Monterchi), Albano Bragagni (Pieve Santo Stefano), Mauro Cornioli (Sansepolcro), Marco Renzi (Sestino), Luciano Bacchetta (Città di Castello), Paolo Fratini (San Giustino), Luciana Falaschi (Citerna), Mirco Rinaldi (Montone), Mirko Ceci (Pietralunga), Letizia Michelini (Monte Santa Maria Tiberina), Gianluca Moscioni (Lisciano Niccone).

Abbiamo più volte sollecitato il Vice-Premier Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, chiedendo l’intervento urgente del Governo a sostegno dei gravi danni che la chiusura della E45 sta generando alle nostre imprese, ai lavoratori, alle nostre famiglie, ai nostri giovani studenti. – scrivono nel documento – Ciò che sta accadendo è talmente grave che le Regioni Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria hanno decretato lo stato di crisi regionale ed hanno avanzato al Governo la richiesta di dichiarare lo stato di crisi nazionale. La situazione sta peggiorando ogni giorno che passa, e alcuni effetti negativi potranno manifestarsi solo fra qualche mese, causando danni irreversibili per la nostra economia. Ad un mese dalla chiusura, l’unica risposta che il Ministro Di Maio ha saputo dare ad una situazione così devastante, è stato purtroppo un assordante silenzio. Non possiamo aspettare ancora, poiché è in discussione il futuro delle nostre Comunità e dei nostri territori”.

I sindaci chiedono: “la dichiarazione immediata dello stato di emergenza nazionale, sino alla stabile soluzione del problema; lo stanziamento urgente di adeguate risorse; la contestuale erogazione di contributi alle imprese colpite dalle conseguenze della chiusura della E45, ammortizzatori sociali ai lavoratori e aiuti economici alle famiglie coinvolte; l’imminente messa in opera degli interventi per il ripristino della E45 e della viabilità alternativa, non curata a dovere nel corso degli ultimi anni; le cantierizzazioni degli interventi con una operatività “h24” e 7 giorni su 7, sino alla conclusione delle opere”.

Intanto il deputato altotiberino Walter Verini evidenzia: “Luigi di Maio e il Governo non possono continuare a ignorare l’appello dei sindaci romagnoli, toscani e umbri che ancora questa mattina si sono ritrovati nella zona del viadotto Puleto sulla E45, per manifestare e ribadire l’urgenza e la necessità di un incontro e soprattutto di provvedimenti immediati davanti ai gravi danni economici e sociali causati dalla chiusura del viadotto. Le stesse Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Umbria nei giorni scorsi avevano chiesto al Governo lo Stato di emergenza e provvedimenti relativi. Mentre si profila una parziale riapertura dell’arteria (in condizioni di sicurezza) e mentre è necessario accelerare al massimo i lavori dell’Anas per la piena messa in sicurezza e ripristino dell’infrastruttura e quelli per la viabilità alternativa, è urgente dare risposte concrete ai danni subiti e ancora in atto per imprese, lavoratori , operatori commerciali e turistici, aziende di trasporto. Preferiremmo non fare polemiche, ma solo cercare di risolvere i problemi. E tuttavia il silenzio e l’indifferenza che fin qui hanno caratterizzato l’atteggiamento del Ministro Di Maio sono molto gravi, incomprensibili e inaccettabili”.