E 45, Rifondazione: «Lo denunciamo da anni: il Governo, la Regione Toscana, l’Anas diano via a una vera messa in sicurezza della E45 e non solo»

AREZZO- «E 45, la criticità dell’arteria era conosciuta da anni ma mai affrontate: solo proclami inutili. La sicurezza è quella dei territori ed ha la priorità su tutto». A evidenziarlo sono gli esponenti dei circoli del Partito della Rifondazione Comunista (Prc) della Valtiberina.
«Dal giorno del sequestro del “viadotto Puleto” escono comunicati, proclami, via vai di Ministri, Onorevoli, Presidenti, Assessori e Consiglieri Regionali di partiti o movimenti che da anni, o mesi, e di qualunque espressione politica, si eleggono a paladini delle infrastrutture e si fanno carico della tempestiva risoluzione dei problemi – hanno detto – Tutti conosciamo lo stato in cui versa la E45, in particolar modo il tratto appenninico, dove il famoso “Verghereto” per i suoi cantieri perpetui, è rinomato in tutto il territorio nazionale tra gruppi e pagine facebook, inchieste del Gabibbo e delle Iene, dai servizi dei tg nazionali ai approfondimenti vari e pagine di giornale non può finire nel dimenticatoio come non passano inosservati i perenni lavori di manutenzione su questa strada che collega l’appennino centrale da Orte a Ravenna ed è un importante snodo per i collegamenti sia italiani che europei».

«Del resto molte altre strade italiane versano in uno stato preoccupante, purtroppo ce lo dimostrano i recenti fatti accaduti, anche autostrade, dove il controllo e la manutenzione è demandato a soggetti privati che ricavano dal pedaggio profitto e poco investono in sicurezza e manutenzione. Pensiamo quindi alla E45: per anni ha visto infiniti lavori nonostante i continui tagli perpetuati dai vari ministri che si sono succeduti e, appalto dopo appalto e subappalti su sub appalti, a rimetterci la qualità dei lavori – hanno aggiunto –
La mancanza di manutenzione della ex strada statale tiberina 3bis, lasciata al più totale abbandono, dove la natura si è ripresa i suoi spazi, una frana mai riparata è un fatto grave, non dà nessuna alternativa in caso di problemi tra Toscana e Romagna. Politiche e investimenti scellerati di tutti i governi a tutti i livelli, un’intera valle lasciata a se stesa con strade regionali e statali dissestate, i comuni, i cittadini e i territori lasciati soli ad affrontare le emergenze; comuni che subiscono per i lavori in corso o, addirittura, come quando nevica ritrovarsi le strade cittadine invase da mezzi pesanti e autovetture, in questo caso il danno si ripercuote anche all’indotto lavorativo, ai lavoratori pendolari e ai studenti che dalla Val di Savio si dirigono tutte le mattini nelle scuole Valtiberine».

«Siamo arrivati al punto di non ritorno, Rifondazione lo denuncia da anni: il Governo, la Regione Toscana, l’ANAS diano via a una vera messa in sicurezza della E45 e non solo; senza pensare che c’è il progetto scellerato di volerla trasformare in autostrada – hanno concluso – La prima esigenza è invertire la rotta: basta con le grandi opere, basta con infrastrutture che hanno un impatto ambientale importante a sacrificio delle comunità locali. Non possiamo più aspettare, gli investimenti pubblici devono essere destinati alla messa in sicurezza, al completamento delle strade di collegamento e alla manutenzione.
Nonostante il “cambiamento paventato” e le grandi promesse fatte durante le campagne elettorali, dai vari centrisinistra e dei vari centridestra, nulla è cambiato: la E78 e il tracciato per collegarla alla Guinza lo snodo dell’Olmo, Bocca Trabaria chiusa e lo stato delle nostre strade provinciali dove c’erano divieti per veicoli pesanti e/o con rimorchio, ora invece tutto è possibile. Per non parlare poi la tratta del collegamento ferroviario FCU. Rifondazione Comunista non smetterà mai di ripetersi: la vera sicurezza è quella della manutenzione e il completamento delle opere essenziali già in essere nei territori, basta con le grandi opere, basta buttare miliardi su nuovi progetti e appalti che non vedono mai fine, troppe disgrazie! Invitiamo il Ministro Toninelli a destinare risorse per le nuove grandi opere alla messa in sicurezza della E45 e l’Assessore Ceccarelli a trovare risorse e soluzioni per scongiurare “l’isolamento” della Valtiberina non limitandosi alla consueta “passerella” per il viadotto».