Dominici sul «Giorno del Ricordo»: « Un vergognoso oblio ha coperto queste vicende per tanti decenni»

UMBERTIDE – Il consigliere comunale della Lega, Giovanni Dominici, in occasione della «Giornata del Ricordo» che si è celebrata il 10 febbraio, ha deposto una corona di fiori in via Martiri delle Foibe per onorare i martiri italiani in Venezia Giulia e della Dalmazia, trucidati nel secondo dopoguerra dai partigiani iugoslavi.

“E’ una vergogna che ancora ci siano persone che negano il sacrificio di tanti nostri compatrioti – afferma Dominici – Mi preme ricordare la figura di una giovane studentessa istriana, Norma Cossetto, barbaramente torturata e violentata dalle milizie comuniste di Tito e gettata nella foiba di Villa Surani. Voglio ricordare i 97, innocenti finanzieri prelevati a Trieste il 2 maggio 1945 e trucidati nella foiba di Basovizza e le altre centinaia di carabinieri, poliziotti, funzionari dello stato italiano, infoibati nelle cavità carsiche dell’Istria. La memoria va alle migliaia di nostri fratelli, colpevoli solo di essere italiani e contrari al regime comunista iugoslavo, uccisi senza pietà da militati con la stella rossa e da partigiani italiani. Inoltre centinaia di migliaia di italiani furono costretti a lasciare la propria terra, le proprie case e i loro averi, per scampare alla furia del mostro comunista. Un vergognoso oblio ha coperto queste vicende per tanti decenni. Solamente dopo la caduta del Muro di Berlino si è timidamente cominciato a parlare di questa tragedia, finché non è stata istituita la Giornata del Ricordo con la legge 92 del 2004. A oggi mi dispiace che per alcuni il Muro di Berlino non sia mai caduto. Le stragi messe in atto dai partigiani di Tito, ormai acclarate dalla storia e parte di un disegno repressivo del comunismo, devono essere tra le tragedie più efferate del secolo scorso e la crudeltà con la quale sono avvenute è paragonabile solo allo scempio perpetrato dai nazisti sul popolo ebraico e su tutte le altre vittime dell’Olocausto. Gli uomini, le donne e i bambini uccisi nelle foibe sono vittime come quelle di Auschwitz. Non esistono morti di serie A o di serie B: chi continua a negare uccide due volte. Per questo mi sono sentito in dovere di celebrare questa solennità civile deponendo un mazzo di fiori in via Martiri delle Foibe”.