“Castello Cambia”: “I vaucher dividono la maggioranza”

CITTA’ DI CASTELLO – L’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali di Castello Cambia Vincenzo Bucci, primo firmatario della mozione, e Roberto Colombo, che prevedeva l’impegno del sindaco e della giunta a non far uso dei Voucher da parte dell’amministrazione di Città di Castello è stato respinto dalla maggioranza Psi-Pd nel Consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta, il 3 ottobre.

“Da rilevare – scrivono in una nota stampa i rappresentanti – la positiva risposta di Sinistra per Castello che ha votato la mozione spaccando la maggioranza e confermando il giudizio negativo dell’uso dei Vaucher come strumento di sfruttamento dei lavoratori”.
Castello Cambia ritiene che “la discussione e la votazione in Consiglio abbia evidenziato quanto di negativo e di degenerativo stia provocando nel mondo del lavoro l’uso indiscriminato dei Vaucher, uno strumento che cancella diritti sociali acquisiti e aumenta lo sfruttamento dei lavoratori, legalizzato dalla Legge Fornero e ampliato nel suo utilizzo dal governo Renzi”.

“La maggioranza del Consiglio Comunale – afferma il consigliere di Castello Cambia e primo firmatario della mozione Vincenzo Bucci – ha sostenuto la possibilità che questo obbrobrio normativo possa essere utilizzato anche dalle strutture pubbliche aggravando ulteriormente, anche in questo ambito, la precarietà e lo sfruttamento del mondo del lavoro. Dei giovani in particolare. Una domanda ci viene spontanea – prosegue Bucci – ma questa sinistra ha la capacità e la volontà di rappresentare i lavoratori? La rincorsa alla liberalizzazione del sistema cancellando regole e diritti, voluta da un sistema economico e finanziario che sta portando il mondo e l’economia al collasso, e praticata con disumano accanimento da questo governo, crea sofferenze, precarietà e stupore tra i lavoratori e tra chiunque, creda che i principi di democrazia, libertà e tutela dei diritti sociali e civili delle persone siano ancora una priorità per la quale valga la pena impegnarsi”.

Castello Cambia “continuerà nel suo impegno, – dicono – anche con una specifica petizione, assieme a quanti si battono per la cancellazione di questa normativa e affinché questo strumento non venga utilizzato dalle amministrazioni comunali contro i diritti dei lavoratori, e dei giovani lavoratori in particolare”.