Castello Cambia: «Una rete della “migliore politica”contro l’antipolitica dei partiti»

CITTA’ DI CASTELLO – «Una rete per attivare un confronto tra persone e realtà che hanno molto in comune».Questa l’idea di «Castello Cambia» che in un lungo documento hanno non solo analizzato il voto del ballottaggio, ma anche lanciato un’iniziativa che spazia non solo in Altotevere, ma che spazia anche in altri territori. Ecco il testo integrale.

Il voto non è “frastagliato” come hanno dichiarato i dirigenti del Pd. E’ un segnale univoco e fortissimo di cambiamento, di “rottamazione del rottamatore” per usare una odiosa espressione dell’antipolitica renziana. Sia per il numero che per la dimensione della sconfitta il voto è un messaggio inequivoco contro un Pd ormai diventato un insieme di gruppi di potere privi di etica e di progettualità, un non-partito tarasformato in comitati elettorali e composto da ras nazionali e piccoli proconsoli di provincia.
Ci mancano le dichiarazioni sul risultato di questo voto dei “bacchettiani” Verini, Ascani, Cecchini”, così entusiasticamente loquaci 15 giorni fa nell’esaltare, senza vergognarsi, la vittoria a Città di Castello di Bacchetta, unico craxiano d’Italia ad essere eletto sindaco con il sostegno del Pd. Ma d’altra parte da chi ha sostituito la fotografia di Berlinguer con quella di Verdini c’è da aspettarsi questo e molto di peggio.
Il voto è la risposta a scelte economiche che hanno segnato l’abbandono della difesa dei più deboli, consegnati alla logica dello sfruttamento senza diritti e alla speculazione del sistema finanziario e bancario. E’ nelle periferie dove le persone più deboli pagano la distruzione dello stato sociale, la privatizzazione della sanità, la cementificazione selvaggia, la negazione di qualsiasi socialità, la disoccupazione e l’isolamento che il Pd e Renzi hanno avuto una sconfitta generalizzata e senza appello.
In Umbria come nella vicina Sansepolcro le dinamiche non sono diverse.
Castello Cambia, così come altre realtà in Umbria e in Italia, dimostra no che non è vero che siamo di fronte ad una crisi di partecipazione. Alla crescita dell’astensionismo e della sfiducia nei partiti tradizionali si accompagna l’aumento di altre forme di partecipazione “ non convenzionali”, portate avanti da cittadini responsabili che rifiutano di immiserire il proprio ruolo civico nell’andare a votare alle scadenze periodiche per poi rimanere inerti. Si diffondono nella società nuovi movimenti, gruppi ambientalisti e di consumo critico, comitati e cittadini che si organizzano al di fuori dei canali consueti della rappresentanza. Forme di partecipazione impropriamente etichettate come “antipolitica” per il solo fatto di muoversi al di fuori dei partiti tradizionali.
Movimenti finalizzati a “politicizzare le politiche pubbliche”, a valorizzare la centralità della persona ed a tutelare i beni comuni.Contro il populismo di Renzi e l’antipolitica del Pd e dei partiti sono questi movimenti a rappresentare la Politica. La Migliore Politica. Castello Cambia è un movimento “glocal”, che nasce a livello locale ma agisce e si sente pienamente coinvolto nel processo culturale e politico della rete nazionale dei movimenti. Anche attorno a noi, da Arezzo a Sansepolcro, da Sangiustino a Città di Castello, da Umbertide a Perugia, fino al Trasimeno e ad Orvieto, si sono attivate realtà che dal basso sono cresciute e si sono affermate culturalmente, politicamente e in molti casi anche elettoralmente. Noi vogliamo lavorare per costruire una Rete, per attivare un confronto tra persone e realtà che hanno molto in comune, a partire dall’onestà come priorità dell’agire e del bene comune come fine.