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Vincenzo Bucci e Emanuela Arcaleni

Bucci ed Arcaleni (Castello Cambia) respingono gli attacchi del sindaco

CITTA’ DI CASTELLO – Riceviamo ed inoltriamo la nota stampa inviata dai consiglieri comunali di “Castello Cambia” Vincenzo Bucci ed Emanuela Arcaleni dopo il consiglio comunale di giovedì scorso.

“Respingiamo con forza gli attacchi personali e i tentativi di denigrazione che il Sindaco Bacchetta ha rivolto alla consigliera Arcaleni, del gruppo Castello Cambia, durante la seduta di discussione del Bilancio di Previsione, che paiono il goffo tentativo di chi ha scarsi argomenti, per limitare il dibattito democratico” Dopo aver riconosciuto alcune cose ben fatte, tra i vari rilievi al Bilancio avevamo chiesto chiarimenti sulle contraddizioni tra le Linee programmatiche approvate a settembre 2016 e il Bilancio odierno, e risposte su quale assessore e quali uffici si occupino di politiche giovanili, quali risorse fossero stanziate; avevamo chiesto come mai accanto alle voci che riguardano le politiche giovanili- formazione- sostegno alla occupazione di giovani e donne non ci fossero stanziamenti; come mai si alzassero le tariffe per servizi usati soprattutto dalle famiglie con figli e perchè non ci fosse alcuna attenzione alle politiche relative al supporto per le donne e al drammatico problema della disoccupazione femminile che (come risulta dalle liste di collocamento locali- e quindi sottostimata) rappresenta oltre il 55% di quella totale. Sono migliaia di donne fuori del mercato del lavoro per le quali non si sta facendo nulla. Eppure qualcosa si potrebbe fare in termini di riqualificazione, di supporto per chi è in maternità e per chi è precaria, di stimolo all’imprenditoria giovanile e femminile, per stimolare le politiche di conciliazione. Il Sindaco ha preferito utilizzare il tempo (illimitato) a lui concesso, non per rispondere nel merito alle questioni poste e nei contenuti, come suo dovere, ma per attaccare in maniera arrogante e strumentale chi opponeva delle critiche all’operato della maggioranza, accusandola di non aver titoli a parlare in quanto incapace di fare qualcosa di buono negli anni di vicepresidenza del CPO ( Centro Pari Opportunità), il cui operato risulta nullo.

Ricordiamo al Sindaco che il “delitto di lesa maestà” è stato abolito da molto tempo, e che un consigliere di opposizione è tale non per “grazia ricevuta” ma perché eletto dai cittadini per espletare funzioni di controllo, critica e proposta rispetto alle decisioni della maggioranza; di certo non è lì per “carezzare l’ego” di qualcuno. Il Sindaco dovrebbe informarsi comunque meglio prima di lanciare attacchi personali e strumentali- risponde l’Arcaleni- in quanto sono pubbliche le relazioni sull’operato del CPO regionale, anche quelle dal 2012 al 2015 in cui sono stata eletta vicepresidente dalla Assemblea del Centro, circa le sue attività, che riguardano: la gestione del TELEFONO DONNA, passato dalle 12 ore alle 24 ore di apertura giornaliera; i servizi di prevenzione e contrasto al maltrattamento e violenza sulle donne, con attivazione, proprio durante questo periodo, dei primi due CENTRI Antiviolenza in Umbria grazie al grande lavoro del personale e il coordinamento dei tanti Enti partecipanti, con cui si sono predisposti i due Progetti vincitori di altrettanti Bandi nazionali; l’organizzazione di una rete efficace di accoglienza, di presa in carico e gestione dei percorsi di uscita dalla violenza. Migliaia sono stati i colloqui di accoglienza e counselling, le consulenze legali gratuite per le donne vittima di violenza, per non parlare delle innumerevoli iniziative culturali e politiche che il Centro ha organizzato e/o patrocinato per la diffusione della produzione culturale relativa alla storia delle donne, alle pari opportunità, alle buone pratiche, all’attività istituzionale su legislazione, pari opportunità, lavoro, salute. Decine sono stati i Protocolli di intesa firmati con i Comuni per l’apertura di servizi dedicati alle donne, come i Centri di Ascolto: dovrebbe saperlo il Sindaco del nostro Comune, che ultimo tra i comuni Umbri, ha sottoscritto solo nel 2015, proprio durante la mia vicepresidenza, il protocollo per l’apertura di un Punto di ascolto. Spero sia chiaro che non siamo disposti ad accettare alcun tentativo di denigrazione volto a zittire la nostra voce, e ci aspettiamo non solo e non tanto le scuse ( forse rimarremmo delusi), quanto le risposte che il primo cittadino deve alla città”.