Ascani incontra di nuovo Barak Obama: ecco il suo racconto

CITTA’ DI CASTELLO – L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha tenuto, a Berlino, un incontro con circa 300 giovani europei nel formato di ‘town hall’, ovvero rispondendo a domande su temi sociali, dell’integrazione e della nutrizione. Fra i presenti c’era Anna Ascani, deputata altotiberina e vice presidente del Pd, che ha raccontato tutto nel sui profili social.

«La politica non è tutto, certo. Ma può fare molto. Moltissimo. Soprattutto se decidi di essere non solo un punto di riferimento ma anche un costruttore di reti, di ponti, di futuro.
Barack Obama ci ha mostrato per l’ennesima volta cosa sia la Politica, cosa significhi occuparsi della cosa pubblica, alzare la testa dalle dinamiche quotidiane e costruire le condizioni del cambiamento possibile.
Ad Amsterdam eravamo in 11, selezionati per il lancio della sua Fondazione in Europa.
A Berlino c’erano 300 giovani da 37 diversi paesi: politici, attivisti, fondatori di importanti ONG. Ragazzi accomunati dalla voglia di cambiare le cose, ansiosi di fare la propria parte per lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato.
È l’inizio di un percorso, perché l’obiettivo di Obama è costruire una rete stabile attraverso la quale ci si possa scambiare buone pratiche ma anche condividere problemi e difficoltà e trovare insieme le soluzioni.
È importante che l’ex presidente americano sia riuscito a tenere questo appuntamento prima delle elezioni europee più importanti di sempre, come gli avevamo chiesto ad Amsterdam. È importante che si costruisca una squadra capace di battere i nazionalismi sul campo.
Ed è importante anche che ai giovani che non votano abbia detto “non fareste mai scegliere a vostro nonno la musica da ascoltare. Perché fargli scegliere lo scenario politico che condiziona la vostra vita? Votate!”
“Ho imparato che il problema dell’altro è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”. Ecco in quella sala a Berlino dell’avarizia di cui parlava Don Milani non c’era proprio traccia».