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Emanuela Arcaleni

Area Madonna della Pace a Trestina: interrogazione di Arcaleni. Botteghi “Entro la fine del mandato il comune risolverà il problema annoso della cessione mai avvenuta”

CITTÀ DI CASTELLO – Una interrogazione che fa seguito ad un altro documento di gennaio sempre riguardante l’area Madonna della Pace di Trestina, quella presentata da Emanuela Arcaleni nel corso del consiglio comunale tifernate di lunedì 29 marzo scorso.

L’interrogazione riguarda la mai avvenuta cessione da parte di privati al comune di una parte di lotto, come previsto da un accordo degli anni Settanta. “Attualmente sembra un’area privata – specifica Emanuela Arcaleni nella sua interrogazione – non è riconoscibile alcuni tipo di destinazione a parcheggio pubblico. Chiedo se l’assessore è al corrente che si siano state situazioni conflittuali tra i residenti, auto sono state oggetto di atti vandalici, situazioni che fanno intendere che ci sono dei conflitti seri.”

“Mi chiedo come è possibile che in 45 anni il Comune non abbia ottenuto il rispetto di quanto legittimamente sottoscritto? – continua la consigliera Arcaleni – Si intende far passare altro tempo rispetto a quello che non è stato fatto? Il soggetto chiede di poterla trattenere parzialmente come area privata”.

All’interrogazione ha risposto l’assessore al Patrimonio Michela Botteghi che ha chiarito la posizione dell’amministrazione a riguardo. “Ho analizzato tutta la documentazione dall’origine. – ha detto Michela Botteghi – Ho incontrato il proprietario della porzione e abbiamo cercato di ricostruire che cosa sia successo. Ci stiamo adoperando per farci cedere questa particella. Stiamo accelerando e faremo i passi necessari. Quarantacinque anni sono passati e questa Amministrazione non può rispondere della mancata cessione a carico delle altre amministrazioni. Non lo sappiamo ma non è avvenuto e leggendo la convenzione del 1976 l’obbligo a cedere era del proprietario, mentre dell’amministrazione l’obbligo di acquisirla.”

“Questo obbligo si estendeva molto ed il proprietario forse non aveva molto interesse a portare a compimento una convenzione per lui onerosa. – ha continuato la ricostruzione Michela Botteghi – Così siamo arrivati nel 2009 quando questa particella oggetto di convenzione è stata venduta dall’allora proprietario ad un terzo, che sarebbe il nostro cedente. Dal 2009 in poi ha creduto di essere proprietario perché c’era un atto notarile di vendita. È una porzione piccolissima e quasi non si nota. Oggi abbiamo davanti tutti gli atti e si compone un puzzle molto particolare. Carte alla mano metteremo ordine. Quanto a trattenere parti di proprietà privata non si può dar seguito in base alla convenzione originaria. Verrà formalizzata prima della fine del mandato la cessione”.

Nella replica Arcaleni ha detto “Mi stupisce che non si capisca l’interesse che c’è dietro questi quaranta anni di poca chiarezza. Ci sono dei conflitti in essere, delle denunce. Il comune di deve fare carico di queste problematiche. Prendo atto della sua attività per risolvere la questione, quasi incomprensibile anche per lei. Sul fatto che in tutti questi anni la situazione non sia stata affrontata, solleva dubbi sulle procedure perché il tempo trascorso è davvero tanto. Mi sembra che si possa essere anche un’omissione. Sul fatto invece che possa essere ceduta non entro, ma all’inizio c’erano oneri per il contraente e quindi probabilmente c’erano anche degli onori, già acquisiti. La parte a favore dell’ente pubblico non è stata espletata”.