Bilancio, Giovanna Monni risponde ad Umbertide Cambia

UMBERTIDE – Giovanna Monni, di Fratelli d’Italia di Umbertide, risponde ad Umbertide Cambia.

“Il Professore Codovini, in tema di bilancio, accusa me e il capogruppo della Lega, Cavedon, di lasciarci andare “a false esternazioni in libertà” e lo fa con una certa classe e la foggia di un linguaggio forbito che lo introduce a pieno titolo nei raffinati salotti del PD. Preferisco rispondergli con il linguaggio dei numeri, chiaro e concreto. – scrive la Monni – In virtù della manovra di bilancio, recentemente approvata in consiglio comunale, altri 400 umbertidesi si aggiungeranno ai già 4400 esentati dal pagamento dell’Irpef – ovvero – circa 5mila cittadini con un reddito da 0,1 a 13mila euro, sarà potenziato il sistema di recupero dei crediti tributari e la Tari sarà più leggera dello 0,5 %. Ciò spiega il giudizio positivo di FDL. Diversamente, secondo l’emendamento del PD – UC, circa 5mila cittadini avrebbero dovuto pagare l’Irpef con aliquota oltretutto superiore alle fasce di reddito dei più benestanti. L’emendamento al vaglio degli uffici comunali ha ricevuto parere negativo ed in seguito è stato respinto anche dalla maggioranza in consiglio comunale, M5S incluso. I documenti ufficiali, a riprova di quanto sostenuto da me e dal capogruppo leghista, sono disponibili in Comune e pubblicati da tutti i mezzi di stampa. Nascondersi dietro accuse di ignoranza rivolte a FDL non è dunque più possibile né per Codovini né per il PD”.

“FDL ricorda infine al PD-UC che l’adottata manovra di bilancio segue pedissequamente la strategia delineata e suggerita al suo successore dal Commissario Prefettizio, che UC e i sette consiglieri del PD nel 2017 vollero sostituire allo maggioranza di allora, a traino PD. – conclude la Monni – Un giudizio che proviene da un tecnico e non da un politico, da un professionista e non da un dadaista, caro Professore Codovini. L’aumento dell’Irpef, seppur contenuto, si è reso necessario per far fronte a una mancanza di liquidità finanziaria da attribuire alla realizzazione di opere pubbliche inutili (vedi PUC 2) con conseguente indebitamento dell’Ente, nonché al mancato gettito tributario. Le mancate entrate tributarie sono da attribuire allo stallo in cui versano le operazioni di recupero del credito, negligenza organizzativa da attribuire certamente a chi, nelle consiliature trascorse, ha gestito la delega ai tributi, guarda caso un assessore del PD, in consigli comunali a maggioranza PD”.