Vertenza Nardi, i sindacati: “Azienda annuncia un forte ridimensionamento”. Prosegue lo sciopero

SAN GIUSTINO – «Lavoratori e sindacati decidono di proseguire lo sciopero: da domani blocco delle merci e presidio ai cancelli». A dirlo sono i rappresentanti di Fiom Cgil Perugia, Fim Cisl Umbria e Uilm Uil Umbria che in una nota evidenziano quello che è accaduto questa mattina durante il summit tra i sindacati e l’amministratore delegato della Nardi Spa, Paolo Carloni, il quale ha sinteticamente indicato alle organizzazioni dei lavoratori i punti di riferimento del piano industriale: «Prevede – hanno spiegato – un fortissimo ridimensionamento del personale (attualmente sono circa 100 i dipendenti dell’azienda) per realizzare un abbattimento dei costi, a fronte di un fatturato del 2017 è stato di 5 milioni di euro».
«L’azienda – hanno proseguito i sidnacalisti – si è detta anche disponibile ad attivare ulteriori ammortizzatori sociali alla fine del primo anno del contratto di solidarietà (5 febbraio 2018). Principale argomento dell’incontro con l’amministratore delegato è stato però il tema dei mancati pagamenti delle spettanze ai lavoratori: mancano ancora infatti il saldo dello stipendio di novembre, la tredicesima 2017, e, per vari lavoratori, diverse competenze delle retribuzioni relative a luglio, agosto, settembre e ottobre 2017. L’azienda ha riferito di non essere attualmente nelle condizioni di poter saldare queste spettanze, perché – questa la motivazione addotta – ad oggi, a causa della mancata registrazione del nuovo consiglio di amministrazione presso la Camera di Commercio, non disporrebbe delle agibilità con gli istituti di credito necessarie ad accedere alla liquidità».
Le organizzazioni sindacali, Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto che «la proprietà faccia un intervento finanziario straordinario perché non è pensabile poter affrontare la situazione debitoria in essere con la semplice gestione di cassa. Oltre a questo, i sindacati hanno chiesto di avere un piano industriale dettagliato, in grado di garantire la ripartenza dell’attività produttiva, soddisfare le commesse in portafoglio e difendere l’occupazione. L’amministratore delegato si è impegnato a riconvocare un incontro entro la prossima settimana alla presenza di rappresentanti della proprietà.
Nel frattempo, a fronte del mancato pagamento delle spettanze, l’assemblea dei lavoratori Nardi ha deciso, insieme alle organizzazioni sindacali, di proseguire con lo sciopero, iniziato lunedì 8 gennaio, e, da domani mattina (11 gennaio), attivare il blocco delle merci con presidio ai cancelli».

Da registrare c’è anche la presa di posizione di Fabrizio Fratini, originario di Lama (nel comune di San Giustino e segretario generale della Fp-Cgil, che in una nota spiega come “Nella mia lunga attività sindacale mi è capitato diverse volte di vedere che le sorti di un’azienda erano legate in maniera diretta all’identità di un territorio e di una regione. L’Acciaieria per Terni, la Perugina per Perugia, la Fagnu’s per Umbertide, e senza ombra di dubbio il Gruppo Nardi macchine agricole è stato un punto di riferimento sociale, politico, sindacale, contrattuale, economico per l’Alta Valle del Tevere, come ho avuto modo di verificare e vivere nei miei 8 anni di direzione della Fiom-Cgil Alta Umbria. In tutti i casi sopracitati l’intera comunità regionale si è stretta vicino alle maestranze, come accadde in occasione dei 42 giorni di sciopero al gruppo Nardi (i delegati della Buitoni di San Sepolcro portarono solidarietà anche con derrate alimentari agli scioperanti e alle loro famiglie) e della straordinaria manifestazione a Terni in occasione dello sciopero cittadino in difesa delle Acciaierie. Anche questa volta necessita il sostegno alla lotta di tutto il sistema (amministrazioni comunali, istituzioni, forze politiche, associazioni, etc). La Fp-Cgil dell’Umbria sarà al fianco di Fim Fiom Uilm, della rsu della Nardi e dei lavoratori in lotta, per uno sviluppo con progresso, per mantenere un sito produttivo fondamentale per il territorio“.