La lettera di un imprenditore “A rischio la ripartenza delle imprese, ed i posti di lavoro”

VALTIBERINA – Un grido di aiuto si alza da tutto il settore imprenditoriale, il lockdown forzato sta logorando il tessuto produttivo ed economico del Paese, e da tutti i settori si alzano voci e richieste di possibilità di riaperture.

Questo il caso anche della Concreta Cucine, Diesis srl con base anche a Citerna, che nelle parole che il proprio socio e direttore Carlo Municchi affida ad una lettera aperta, riporta tutte le incognite ed i timori per il futuro. Un’azienda che impiega anche il lavoro di persone del territorio altotiberino.

“La mia azienda fa parte di quella numerosa schiera di imprese a cui è stato imposto l’obbligo di chiusura fino al 3 maggio 2020. – scrive Municchi nella lettera – A seguito della comunicazione da parte del Presidente del Consiglio datata 10 aprile, di questo blocco prorogato di altre 3 lunghissime settimane, il nostro settore ha iniziato un tragico conto alla rovescia verso una crisi irreversibile”

Un conto alla rovescia verso una data, quella del 3 maggio, nella quale secondo il socio e direttore di Diesis srl, molte aziende del settore non riusciranno nemmeno a riaprire e quelle che ci riusciranno si troveranno ad affrontare una crisi di liquidità che solo pochi potranno superare.

“Se partissimo adesso – continua la lettera – ci troveremmo a fronteggiare una crisi importante, una competizione agguerrita da parte dei produttori tedeschi e francesi (che lavorano, e consegnano le proprie commesse) e un mercato interno in tremenda flessione. Ma, almeno, avremmo una possibilità. Abbiamo dei magazzini di prodotto finito e di semilavorato che possiamo smobilizzare, consegnando gli ordini ai nostri clienti, trasformandoli in liquidità. Abbiamo commesse ferme, che presto ci verranno sottratte da aziende di altri Paesi. Abbiamo le nostre risorse più preziose, le persone, che rischiano di trovarsi senza lavoro in un periodo in cui ritrovarlo sarà estremamente difficile.”

Una lettera destinata a tutti da Sindaci a Prefetti a Presidenti di Regione ma anche allo stesso Governo, nel tentativo di salvare una filiera che conta circa 300mila persone. L’azienda, come tante altre, si è munita di tutti i DPI necessari per lavorare in sicurezza, nel pieno rispetto del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, datato 11 marzo.

“Siamo pronti a ripartire ed in totale sicurezza – continua la nota – Vi chiedo quindi, insieme ai miei collaboratori e alle loro famiglie e anche a nome del nostro intero settore, di prendere in considerazione queste richieste. Proteggete il futuro dei cittadini che rappresentate. Tutelatene la salute, e tutelatene anche il diritto al lavoro, che solo dà dignità, speranza e futuro alle persone.”