fbpx

Il “miracolo” di Ceramiche Noi: dopo i premi al Festival di Cannes ed alla Luiss ora una linea “inedita” di piatti d’autore con una tecnica speciale ispirata a Raffaello.

CITTÀ DI CASTELLO – Una pennellata d’autore in onore di Raffaello sui piatti artistici realizzati dai maestri artigiani di Ceramiche Noi, l’azienda tifernate simbolo a livello nazionale di resilienza e rinascita. Dipendenti che dal baratro della chiusura e della perdita del lavoro in meno di 2 anni hanno trovato la forza di ripartire mettendo in piedi, grazie alle proprie risorse finanziarie (Tfr ed altri contributi autonomi), una cooperativa che è diventata il simbolo della ripartenza non solo dal Covid-19 ma dalle avversità quotidiane, che purtroppo tante aziende di piccole, medie e grandi dimensioni soffrono in Italia.

In occasione della mostra su “Raffaello giovane” che si è da poco conclusa alla Pinacoteca di Città di Castello i ceramisti tifernati hanno ideato una “pennellata d’autore”, un tratto d’oro in grado di simboleggiare Raffaello. “Una pennellata – spiegano Marco Brozzi presidente della Cooperativa e Lorenzo Giornelli, attivissimo e poliedrico capo del settore commerciale – perché appunto l’emblema di ogni artista è l’oro che il maestro stesso spesso usava nelle sue opere, tutto questo passato sopra una base di Ingobbio alla Castellana, una antica tecnica nata proprio nella nostra città che consiste nel dare un fondo di terra liquida spennellato a mano alle creazioni che quindi vanno a ricordare qualcosa di antico e prezioso”.

Marco Brozzi Presidente dell’azienda sottolinea come è davvero surreale raccontare oggi questo ulteriore traguardo dopo anni difficili. “Quasi 3 anni fa – dice Brozzi – ormai non sapevamo cosa avremmo fatto del nostro lavoro, se ne avremmo avuto ancora uno soprattutto in vista dello spettro della delocalizzazione in Armenia che ci era stata comunicata dalla precedente proprietà: oggi invece siamo qui a poter raccontare con orgoglio di aver accostato il nostro marchio anche in Pinacoteca tra i grandissimi dell’arte rinascimentale.”

Il 2021 è stato l’anno della svolta per la Cooperativa di Città di Castello. Dopo il deposito del brevetto per il piatto antibatterico e la grande ripresa del lavoro, i primi riconoscimenti al Festival di Cannes accanto a registi e attori del calibro di Barry Alexander Brown, registi come Spike Lee, alla serata di beneficenza delle Nazioni Unite dando vita ad un nuovo premio ideato, l’Embrace Award (appunto il premio abbraccio che simboleggia la resilienza e la tenacia che durante la pandemia in tanti hanno invocato). Siglati poi importanti accordi commerciali con nuovi clienti e, ciliegina sulla torta, l’onore di essere premiati dall’università LUISS Guido Carli, uno degli atenei più importanti del mondo. “Possiamo affermare di aver vinto la nostra scommessa – dicono ancora Brozzi e Giornelli – ma ovviamente non ci arrendiamo e non ci fermiamo qui. Il 2022 è già pieno di grandi programmi lavorativi confermati e altri in procinto di sottoscrizione”.

Lorenzo Giornelli racconta come l’azienda sta guardando sempre più ad un mercato di altissimo livello: “stiamo approdando nel settore extra lusso e siamo felici di annunciare che saremo i produttori della nuova linea Casa di una importantissima Maison, abbiamo le nostre creazioni ad Expo In Dubai dove abbiamo siglato una Partnership e dove verrà presentata anche la Collezione su Raffaello e stiamo aprendo nuovi ed importanti mercati”. “Abbiamo quasi raddoppiato il fatturato dall’anno scorso e raddoppiato l’organico passando da 11 a 22 persone tutte a tempo indeterminato, molti giovani che si approcciano al mondo ceramico e artistico che sono entusiasti di lavorare da noi perché siamo una grande famiglia”.

“Tutto ciò è per dimostrare – concludono Brozzi e Giornelli – che davvero se ci si impegna in qualcosa in cui si crede non c’è limite a cosa si può fare. Abbiamo compiuto un qualcosa di straordinario ma lo abbiamo potuto fare anche grazie e soprattutto al sostegno di associazioni e sindacati come la CGIL e LegaCoop e alla grande vicinanza dell’amministrazione comunale tifernate, al sindaco Luca Secondi, che ci teniamo a dire è stata sempre presente nei nostri traguardi e alla quale oggi in particolare va il nostro grazie. Sperando che la pandemia (nonostante il momento di picco) sia agli sgoccioli ci stiamo preparando ad affrontare importanti sfide future che possano dimostrare che i “miracoli” a volte accadono davvero”.

“Ceramiche Noi”, un’azienda simbolo di Città di Castello, esempio concreto e per certi aspetti commovente di un modo di realizzare e produrre pregiati manufatti artigianali in maniera solidale, superando ostacoli di varia natura, pandemia compresa ovviamente. Dipendenti che dal baratro della chiusura e della perdita del lavoro in memo di 2 anni hanno trovato la forza di ripartire mettendo in piedi, grazie alle proprie risorse finanziarie (Tfr ed altri contributi autonomi) una cooperativa che è diventata il simbolo della resilienza non solo al Covid-19 ma alle avversità quotidiane comuni purtroppo a tante aziende di piccole, medie e grandi dimensioni in Italia. Agli operai ad agosto 2019 era stata comunicata la delocalizzazione in Armenia. Dopo i primi attimi di sconforto, messi di fronte alla possibilità di perdere il lavoro, gli stessi hanno deciso di investire nel proprio futuro e nel futuro del territorio. Si sono uniti in cooperativa e grazie al supporto di Legacoop Umbria e dei sindacati hanno fondato “Ceramiche Noi”, investendo tutte le loro risorse economiche, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà ed affittando il capannone. “Tutti per uno un sogno per tutti” recita lo slogan impresso sulla pelle con un tatuaggio dai dipendenti, capitanati dal presidente della cooperativa Marco Brozzi: una frase che adesso acquista un significato maggiore, diventando il tratto distintivo di chi ce l’ha fatta. E così hanno riconquistato i vecchi clienti (per il 90% negli Stati Uniti), riuscendo a non fermarsi e ripartendo con la produzione.