Cristiano Ludovici nuovo presidente della sezione locale della Confindustria

CITTA’ DI CASTELLO – E’ Cristiano Ludovici del Gruppo Alimentare Valtiberino di Citerna è il presidente designato a guidare la Sezione per il prossimo biennio. Oggi, lunedì 25 luglio, è in programma l’assemblea annuale delle imprese associate che prevede, durante la parte privata alle ore 17, il rinnovo delle cariche con la nomina del presidente, del vice e dei componenti del consiglio direttivo.
Conclusa la fase privata dell’Assemblea, a partire dalle 18.30 a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio a Città di Castello, avrà inizio la parte pubblica dell’Assemblea che sarà aperta dall’intervento del presidente uscente Fiorenzo Luchetti, alla guida della Sezione negli ultimi sei anni e giunto al termine del suo mandato.
Ecco il discorso del neo presidente Ludovici:

Ringrazio i miei predecessori, il nostro decano, commendatore Gasperini e i presidenti Renzacci, Biagioni  e Luchetti che hanno contribuito a creare, rafforzare e consolidare questa Associazione, per l’impegno che hanno profuso fino ad oggi, per avermi indicato in questo ruolo e per il contributo che vorranno darmi. Sarà mia cura continuare quest’opera di diffusione della cultura imprenditoriale che tanto necessita a ogni società : perché ogni società ha bisogno di uno sviluppo forte, sano e che si possa sostenere. Perché ciò avvenga serve quella spinta propulsiva, costruttrice e positiva che l’industria ha naturalmente insita in sé.

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Servirà grande coesione tra noi imprenditori, affinché  tutti si contribuisca alla crescita comune rafforzandoci l’un l’altro con l’esempio e la collaborazione. Sarà necessario continuare il rapporto di collaborazione con le istituzioni, affinché ognuno possa svolgere al meglio il proprio ruolo per contribuire alla crescita di questo splendido territorio.
Sarà  fondamentale rafforzare il legame con il mondo della scuola, perché attraverso di essa passa il futuro delle nostre aziende e della nostra società. È  alle giovani generazioni che noi affideremo il nostro futuro, è fondamentale quindi che siano ben preparate, pronte ad affrontare il cambiamento, con una mente aperta e abituati al sacrificio e al senso del dovere.
Non dobbiamo temere l’internazionalizzazione e non dobbiamo farci irretire dalla globalizzazione: dobbiamo gestirli così come facciamo con tutti i processi a cui sovraintendiamo. Ci vuole capacità di comprensione dei fenomeni e coraggio nell’affrontarli, pronti ad adattarsi ai cambiamenti ma senza perdere le proprie identità.
Noi valiamo per ciò  che siamo e per ciò che siamo stati, per ciò che facciamo e per ciò che abbiamo fatto. Se siamo interessanti come porto di arrivo per tanti e come fornitori per tanti altri è perché abbiamo molto da offrire, non solo in termini materiali, ma anche come tradizioni, storia e cultura. Non disperdiamo e non rinneghiamo questi valori.

Questo, invece, quello dell’ex presidente Fiorenzo Luchetti

La vostra presenza dimostra l’attenzione con cui guardate al ruolo degli imprenditori, e testimonia l’autorevolezza che l’Associazione è riuscita a costruire nel tempo.
Di ciò sono grato ai Presidenti che mi hanno preceduto ed ai colleghi che in passato hanno diretto l’azione associativa.
L’efficacia del lavoro di Confindustria, soprattutto nelle sue articolazioni territoriali, è legata alla capacità di fare sistema con gli attori locali, nel rispetto, chiaramente, delle reciproche funzioni ed autonomie.
A Città di Castello e nel suo comprensorio abbiamo sempre operato ricercando questa forma di sinergia, che non è da confondere con un collateralismo mascherato, ma che è autentica pratica di democrazia.
Qui si saldano in un interesse generale i tanti piccoli interessi di parte, e le singole convenienze trovano una sintesi virtuosa nel bene di tutti e per tutti.

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Allora come vedete, cari colleghi, il principio a cui abbiamo ispirato la condotta di Confindustria non è stato quello della rivendicazione di una forza economica, che cerca di far contare il suo peso per incidere sulle decisioni pubbliche. Questo tipo di impostazione, che comunemente viene definita con il termine inglese di lobby, in realtà non ci è mai appartenuta.
Se oggi, così come in tante altre occasioni, possiamo contare su un apprezzamento pubblico per il nostro operato, non lo dobbiamo all’esercizio di un potere, ma alla offerta di un servizio.
Da sempre abbiamo infatti cercato di mettere a disposizione della nostra comunità la forza di cui siamo portatori, non per prevaricare qualcuno, ma per fare avanzare tutti, a cominciare dalle imprese e da chi in esse lavora.
Ogni volta che ci siamo rapportati con le amministrazioni locali, le scuole, gli uffici periferici dello stato, le forze dell’ordine, le organizzazioni sindacali, gli istituiti di credito, le fondazioni bancarie e così via, abbiamo cerato di far prevalere la forza della ragione, e non la ragione della forza.
Ho fatto questo richiamo alla natura ed allo stile operativo di Confindustria perché a mio avviso spiegano bene l’orizzonte valoriale ed il significato delle attività che abbiamo portato avanti in questi ultimi anni.

Anni di intensa crisi, come noto, che siamo riusciti ad affrontare con una determinazione ed un coraggio fuori dal comune.

Voglio sottolineare questo aspetto perché sono convinto che lo straordinario, e ribadisco straordinario, valore delle imprese del comprensorio non sia adeguatamente percepito, neanche al suo interno.

Dai confini con la Toscana fino a Pierantonio si distende un tessuto industriale che ha saputo attraversare gli ultimi 8 anni con una intelligenza aziendale ed una coesione fuori dal comune.
E questo atteggiamento in cui si sono saldate le visioni strategiche delle imprese con i legami sociali ha generato effetti economici impensabili.

Immaginate solo che dal 2006 ad oggi le industrie dell’alta valle hanno continuato ad investire, nonostante il credit crunch, la crisi internazionale ed il crollo dei consumi.
Dall’analisi dei bilanci delle società di capitali operanti nel settore industriale emerge che le immobilizzazioni sono passate da 440 milioni di euro del 2006 agli oltre 680 milioni del 2015.
Il processo di accumulazione non si è interrotto quindi neppure durante la recessione, e gli investimenti effettuati sono andati ben oltre il livello necessario a mantenere costante lo stock di capitale, ma lo hanno incrementato in maniera significativa.
Questo fenomeno ha interessato una buona quota dei comparti manifatturieri, ed in special misura la meccanica, dove il valore delle immobilizzazioni è raddoppiato.
Analoga tendenza, anche se con numeri e percentuali più contenuti, si riscontra per la carta e cartotecnica, la stampa, la moda, la chimica.
Credo che non ci siano molti altri territori in Umbria che possano esibire una prestazione simile.
La dedizione ad innovare i processi per difendere le posizioni nei mercati o per acquisirne di nuove ha consentito di attenuare gli effetti della recessione sul fatturato complessivo delle imprese che, nel periodo considerato, è rimasto sostanzialmente stabile intorno al miliardo e mezzo di euro.
Esce quindi dai dati un’immagine per nulla scontata del nostro territorio, che se per certi versi conferma la sua tenacia e la sua caparbietà, dall’altro, però, svela prestazioni aziendali davvero sorprendenti.
Le informazioni economiche dimostrano che le aziende dell’alta valle, senza clamore e con discrezione, si sono riconfigurate, e si sono adeguate, per ora con relativo successo, alle nuove condizioni di contesto.
Vi sono stati movimenti carsici che hanno permesso ad esse di assumere una fisionomia più moderna ed evoluta, in cui emergono la centralità dell’innovazione, la spinta ad entrare in nuovi mercati esteri, la maggiore disponibilità a collaborare.
A riformare il sistema produttivo ha contribuito anche la Sezione, che con le sue attività ha spinto e favorito le imprese a percorrere nuove strade ed a traguardare mete avanzate.
Penso al grande lavoro che abbiamo svolto per favorire lo spirito di fare rete, ed ai risultati che in tal senso abbiamo raggiunto con la costituzione del cluster della meccanica agricola. Nato per favorire la collaborazione commerciale e l’internazionalizzazione delle imprese, non solo è riuscito a conseguire questo obiettivo, ma è pure andato oltre gli intendimenti iniziali, poiché ha generato collaborazioni anche sul versante produttivo e tecnologico.
Un percorso che in modo analogo cerchiamo di far compiere anche al settore del mobile, per il quale ci siamo attivati più di recente e che di conseguenza necessita ancora di tempo per registrare i risultati attesi.

E c’è pure l’attività che abbiamo messo in campo con le scuole che, sebbene abbia tempi di maturazione lunghi perché impatta su fattori umani, ha certamente contribuito a rafforzare quel capitale sociale che è fondamentale per lo sviluppo di un territorio.
Desidero richiamare a tal riguardo il progetto “Conoscere per decidere”, che ha coinvolto 16 scuole, tra le medie e le superiori, più di 500 ragazzi, e che è stato portato avanti con il contributo di 10 imprenditori, che ringrazio davvero di cuore, per il lavoro svolto.
Hanno portato la cultura d’impresa nelle aule, hanno orientato i giovani agli studi ed al lavoro, hanno offerto la loro competenza tecnologica per l’ammodernamento dei laboratori.
Un ringraziamento sentito naturalmente va anche ai dirigenti scolastici ed ai professori che hanno collaborato all’iniziativa e concorso al suo successo.
Sempre in ambito scolastico, accenno con piacere al progetto Alternanza scuola lavoro, a cui si è dedicato con passione il collega Giorgio Zangarelli, e che ha consentito ad una ventina di ragazzi del corso grafico della scuola Franchetti di fare un tirocinio formativo, previsto dal protocollo di intesa tra il Ministero dell’istruzione e l’Ente nazionale per l’istruzione grafica.
All’interno delle ottime relazioni che abbiamo con le amministrazioni locali va collocata l’attività relativa all’applicazione della tassa rifiuti. Col supporto della struttura tecnica di Confindustria, che ringrazio per la professionalità mostrata, abbiamo cercato di mitigare l’impatto della tassa sulle imprese, e siamo riusciti spesso a conseguire risultati importanti ed apprezzati dagli associati, che hanno ottenuto risparmi significativi.
L’analogo clima di collaborazione con le organizzazioni sindacali ha permesso di affrontare con intelligenza le questioni più rilevanti per il territorio che, per fortuna, non ha espresso grandi problematiche.
Un cenno esplicito intendo dedicare alle forze dell’ordine, che hanno costituito un apprezzatissimo baluardo per la sicurezza e che ringrazio per la costante attenzione riservata alle esigenze delle imprese.
In quanto sezione di territorio, l’alta valle è una porzione di Confindustria Umbria.
Ed in quanto segmento periferico di un sistema, esercita la funzione di portare in periferia le determinazioni assunte a livello centrale, e di portare, all’opposto, al centro, le istanze provenienti dalla periferia.
Credo di poter manifestare piena soddisfazione per il rapporto che abbiamo avuto all’interno dell’organizzazione regionale. Va riconosciuto al Presidente Cesaretti, che non è qui con noi per impegni familiari, il merito di aver bene avviato l’unificazione delle preesistenti associazioni, mettendo al servizio di tutti la sua saggezza ed il suo equilibrio.
Doti che ho personalmente apprezzato anche negli altri due presidenti con i quali ho avuto il piacere di collaborare, Umbro Bernardini e Antonio Campanile.
Anche con il sistema confederale nel suo complesso abbiamo avuto ottime relazioni, favorite dalla nostra presenza all’interno della Giunta di Confindustria.
In quanto area di confine è naturale che i temi di nostro interesse travalichino l’Umbria e si estendano alle regioni limitrofe, quali la Toscana e l’Emilia Romagna.
Con esse condividiamo molti interessi, non solo logistici, per cui abbiamo dedicato grande attenzione al rapporto con le loro Istituzioni e con le loro espressioni imprenditoriali, associative ed accademiche. Ricordo, a tal riguardo, i contatti con il centro ricerche per l’aerospazio di Forli, che è sede distaccata dell’Università di Bologna.
Cari colleghi, l’industria dell’alta valle non ha mai smesso di essere protagonista dello sviluppo del territorio, ed è pronta ad esercitare ancora e di nuovo questo compito, avendo dimostrato di sapersi innovare ed evolvere.
Per esprimere appieno le sue potenzialità sono utili, e talvolta indispensabili, alcune condizioni di contesto che incidono sulle prestazioni aziendali.
Penso al grande tema della efficienza della pubblica amministrazione, della qualità e velocità dei servizi burocratici. Dobbiamo dare atto che abbiamo registrato dei miglioramenti in tal senso, ancora però insufficienti.
Anche il credito, in fondo, può essere considerato un fattore esterno. Negli ultimi mesi stiamo rilevando un atteggiamento di maggiore apertura degli istituti nei confronti delle imprese, e ci pare che si stiano riavvicinando al sistema produttivo, dopo un lungo periodo di grave distanza.
E penso, come è ovvio, alla storica questione delle infrastrutture.
L’abbiamo affrontata decine di volte, ed in questa sede intendo solo farvi un rapido cenno.
Proprio l’altro giorno la Presidente Marini mi ha aggiornato sull’iter procedurale dei vari interventi programmati dal governo centrale, e sullo stato di copertura finanziaria delle opere.
Ne esce un quadro che ci fa ben sperare, anche se la prudenza è d’obbligo, considerate le tante volte in cui analoghe prospettive sono poi andate deluse.
Allo stato attuale la situazione stradale resta drammatica.
Quella ferroviaria genera rassegnazione.
La piastra logistica è un punto interrogativo.
L’aeroporto, a cui abbiamo affidato tante speranze, pare possa uscire dallo stallo recente. Speriamo.
La banda larga registra avanzamenti, e questo è motivo di soddisfazione.
La connessione rapida con il resto del mondo è fondamentale per un sistema produttivo che sta aumentando a vista d’occhio la sua proiezione internazionale.
Ormai non c’è più attività industriale, anche piccola, che non operi con continuità all’estero. Ma in molti casi non basta la buona volontà o lo spirito di intraprendenza dei singoli. E’ indispensabile predisporre azioni di sistema che favoriscano la presenza nei mercati stranieri, e tra esse vi è certamente, e non ha carattere per nulla secondario, quella relativa alla cultura ed ai rapporti accademici e formativi.
Non è un caso, allora, che nostro gradito ospite sia stasera il Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, il prof. Giovanni Paciullo.
Con la sua graditissima presenza, caro Magnifico, vogliamo sottolineare che in Umbria non vi è una sola Università, come spesso si è portati a ritenere, ma ve ne sono due (tralascio, per brevità, di contare il conservatorio e l’accademia belle arti).
E che sarebbe uno spreco non valorizzarne le rispettive specificità, all’interno di un orizzonte che vuole vedere il sapere sempre più vicino al fare.
E mentre pensiamo che l’Ateno perugino sia per la sua plurisecolare tradizione l’interlocutore più adatto per i temi del trasferimento tecnologico, crediamo che l’Università per Stranieri debba essere nostro partner privilegiato per la grande questione dell’internazionalizzazione, spesso affrontata con superficialità, inadatta in un mondo che diventa sempre più complesso e mutevole.

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Riteniamo che vi siano tutte le condizioni per stringere un’alleanza strategica tra le imprese e la Stranieri, per mettere a sistema le vostre competenze e relazioni con i nostri piani industriali.
Una sinergia forte, che ruoti intorni anche al tema della cooperazione e del supporto allo sviluppo, e che ci veda reciprocamente coinvolti può essere un ottimo viatico per avvicinare ancora di più il mondo a Città di Castello.
La maggiore proiezione internazionale degli affari permetterebbe di rafforzare l’apparato industriale, che non può che essere il perno di una politica di sviluppo.
La centralità del manifatturiero, sancita a livello europeo, deve tradursi in coerenti scelte adottate in ambito nazionale.
Sentiamo la necessità che il Paese si doti di una vera politica industriale, e riteniamo che Confindustria, gentile dottor Felisati, possa esprimere un ruolo importante, facendosi promotrice di azioni incisive e di proposte avanzate.

Cari colleghi, concludo oggi un mandato assunto sei anni fa.
Vi ringrazio tutti per l’impegno e l’affetto con cui mi avete sostenuto.
Una riconoscenza particolare rivolgo ai colleghi del consiglio con i quali ho condiviso il lavoro, ed un senso di gratitudine indirizzo anche alla struttura di Confindustria che non ha mai fatto mancare il suo apporto.
Abbiamo la fortuna di passare il testimone ad un collega molto capace, che ha già saputo mostrare il suo valore imprenditoriale ed associativo.
Cristiano Ludovici è anche un giovane, ed il dato anagrafico, che ho citato per ultimo perché secondario rispetto alle sue qualità professionali, avrà comunque la sua importanza per dare ulteriore spinta alla nostra organizzazione.
Una spinta che si avvarrà del contributo di tutti, a cominciare dal mio.
Sono un uomo di sport, e so quanto sia importante per un gruppo sentirsi una squadra.
Sono due cose molto diverse, e passare dal primo alla seconda è indispensabile per conseguire risultati ambiziosi.
In questi anni ho cercato di comportarmi immaginando di essere sempre parte di una squadra, non di un gruppo.
E sono sicuro che Cristiano sarà capace di essere non solo un ottimo presidente, ma anche un ottimo capitano.

Infine l’intervento del sindaco Luciano Bacchetta

Nel passaggio di responsabilità gestionali alla guida della sezione altotiberina di Confinidustria dal presidente uscente Fiorenzo Lucchetti a Cristano Ludovici, due imprenditori di successo come è nella migliore tradizione di questo lembo di territorio all’estremo nord della nostra regione, oggi non si compie solo un importante adempimento statutario dell’associazione, ma si determina un’alternanza all’insegna della continuità e di un sempre rinnovato entusiasmo carico di valori, di obiettivi da raggiungere per il bene della collettività, dell’economia e dello sviluppo sociale. Al presidente uscente, Fiorenzo Luchetti, tifernate “doc” mi legano da tempo sentimenti di stima per il lavoro svolto in ambito imprenditoriale e nell’associazione spesso in sinergia con le istituzioni a vari livelli, comune compreso, accanto a sentimenti di amicizia e senso di appartenenza ad un territorio che non è secondo a nessuno per capacità, ricerca, innovazione, voglia di fare e di creare benessere, occupazione e sviluppo. Non a caso fino a qualche anno fa, quando ancora le tenaglie della crisi incombente non hanno iniziato a stringere tutti e co-stringere a rivedere piani e programmi di sviluppo, questo territorio, Città di Castello, l’Altotevere umbro talvolta unito alla Valtiberina toscana è stato a ragion veduta definito come il “nord est” dell’Umbria, una delle zone più produttive e innovative anche in certi casi a livello nazionale. Ebbene quell’appellativo che i numeri, le statistiche, i report, le cifre ci avevano confezionato su misura può e dovrà tornare a calzare a pennello per questa vallata, per le piccole, medie, grandi imprese comprese quelle commerciali, turistiche e artigianali, che in questi anni di crisi e di congiuntura economica sfavorevole a livello mondiale, hanno saputo rimboccarsi le maniche e tirare avanti pur fra mille difficoltà riuscendo talvota a compiere veri e propri “miracoli” sbaragliando la concorrenza di gruppi e multinazionali a livello mondiale. Da li, da quei dati positivi, ne sono sicuro il nuovo presidente di Confindustria altotevere, Cristiano Ludovici saprà ripartire assieme a tutti gli associati, i dirigenti dell’associazione, gli imprenditori, e fare tesoro di quello che la precedente gestione guidata da Fiorenzo Luchetti ha lasciato in termine di progetti e prospettive future. Buon lavoro al nuovo presidente a tutto il consiglio direttivo nella consapevolezza, che come sempre hanno fatto, le istituzioni, il comune di Città di Castello, farà la sua parte per collaborare con le imprese, sempre all’insegna del rispetto delle regole, con il chiaro intento di favorire sviluppo, crescita produttiva, occupazionale e benessere sociale. Tutti insieme ce la faremo.