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Città di Castello, aumento dei costi per i servizi socio-sanitari: sindacati sul piede di guerra

CITTA’ DI CASTELLO_ «C’è stato un aumento esponenziale per l’accesso ai servizi socio sanitari nel territorio». A dirlo sono le organizzazioni sindacali altotiberine che chiedono un intervento imminente da parte dei Comuni e della Regione, visto che alcune attività sono passate da 6,50 euro al giorno nel 2012 a 18 euro al giorno nel 2015. «Molti cittadini del territorio – hanno spiegato Alessandro Piergentili della Cgil, Antonello Paccavia per Cisl, Piergiovanni Egidi membro della Uil, Mario Rossetti dello Spi Cgil, Alessandro Mencaccini per Fnp Cisl e Bruno Allegria di Uilp Uil – si sono rivolti ai nostri servizi per la predisposizione dei modelli e in seguito per segnalare un incremento delle quote di compartecipazione a parità di reddito dell’anno precedente». Secondo i sindacati questa situazione rischia di provocare in alcune famiglie la difficoltà a rivolgersi ai servizi, aumentando il disagio delle persone in difficoltà e creando criticità per tutto il sistema di stato sociale del territorio. «Riteniamo necessario – hanno aggiunto – che da parte della Regione dell’Umbria si compia un monitoraggio sulla applicazione della nuova Isee e individuando soglie di compartecipazione sostenibili per le persone e le famiglie. Ai Comuni del territorio, invece, chiediamo di predisporre delle soglie congrue con la sostenibilità del sistema, ma che permettano anche la possibilità da parte di cittadini non ossessivamente onerosi, di utilizzare queste attività».