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Un film su Burri e Villa al Trinity College di Dublino

DUBLINO – Dopo un’anteprima americana presso l’Università di Los Angeles, approda al Trinity College di Dublino, il 2 febbraio, il film cortometraggio di Giuseppe Sterparelli, incentrato sulla collaborazione avvenuta tra Alberto Burri e il poeta Emilio Villa.

Il film girato in alta definizione tra Italia e Stati Uniti è una particolare rivisitazione del libro che i due autori, quasi mescolando le rispettive arti, fecero stampare nel marzo del 1955 a Città di Castello, presso la scuola per le arti grafiche “Magherini Graziani”. Nel volume dal titolo “17 Variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica” Burri presentò quelle che sarebbero divenute le sue notissime “combustioni” e il poeta raggiunse una maturità poetica che lo differenziò dagli sperimentatori letterari del tempo.

All’interno della tipografia della scuola, allora presieduta da Angelo Baldelli, il libro fu stampato sotto la supervisione tecnica di Giorgio Ascani, meglio noto come “Nuvolo”, il quale aveva già allora iniziato il suo percorso d’artista dopo essere stato collaboratore dello stesso Burri. La stampa fu interrotta dopo soltanto 24 copie in quanto i collezionisti estraevano le opere originali del pittore dal resto del libro. Ad oggi si conosce solo una copia integra, conservata presso il Moma (Museum of Modern Art) di New York.

Il film intende quindi rimettere in luce un prodotto quasi nascosto della genialità artistica tifernate, lavorando sul potenziale sonoro e visivo che il libro aveva già di per sé: un viaggio “polifonico” in cui la lingua multiforme e musicale del poeta dialogava con gli interventi materici del pittore (brandelli di juta, fili di tessuto, disegni astratti e appunto le prime bruciature).

Le poesie originali sono lette fuori campo dall’attore Roberto Latini, già premiato come miglior attore teatrale italiano mentre le immagini sono filmate da Lisa Rinzler, una delle più acclamate direttrici di fotografia odierne. Lo scenario è quello della Death Valley americana con le sue location radicali (laghi salati, crateri di vulcano, dune) che furono di forte ispirazione per Burri e che trovano una dimensione assoluta nelle liriche senza tempo di Emilio Villa.