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Successo per la giornata di studi dedicata al “Riccio di Pastorale” al salone Gotico del Museo Diocesano tifernate

CITTÀ DI CASTELLO – Successo per la giornata di studi dedicati al Riccio di Pastorale tenutosi nel salone Gotico del Museo Diocesano tifernate, venerdì 22 ottobre. Numerosa la partecipazione di pubblico, tra cui anche alcuni studenti del Liceo classico “Plinio il Giovane” di Città di Castello. Ad introdurre e moderare i lavori Catia Cecchetti che ha ricordato come il Pastorale sia tra le opere più importanti conservate all’interno del Museo.

“Il riccio è un esempio di arte orafa senese del 1324 circa e attribuito al senese Goro di Gregorio.  – ha detto Cecchetti – Dall’anno 2000 è conservato nella sala II del Museo, faceva parte della collezione ancora prima dell’ampliamento dei locali museali; nel 1434 era custodito da Meo de’ Fucci che ne concesse l’uso al vescovo Sinibaldo (G. Magherini-Graziani, L’Arte a Città di Castello, 1897, p. 310). Va ricordato che negli anni ‘70 fu trafugato e ritrovato in modo fortuito e riconsegnato da un concittadino. Il manufatto è ancora oggi oggetto di studio sia per quanto riguarda l’attribuzione che la sua datazione; ne parlano, sottolineandone la preziosità, gli studiosi locali quali il Magherini Graziani, C. Rosini ma anche storici dell’arte e dell’oreficeria di indiscussa fama quali M. Salmi, U. Gnoli e P. Toesca.”

L’oggetto è stato sottoposto ad operazioni di pulizia ordinaria effettuate dall’orafo tifernate Sergio Bartoccioni e dai figli Riccardo e Andrea. I lavori iniziati nel gennaio scorso sono stati regolarmente autorizzati e hanno visto la supervisione della dott.ssa Maria Brucato, allora funzionario di zona della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

A salutare gli intervenuti il Vescovo Domenico Cancian che insieme al direttore dell’Ufficio Beni Culturali Gian Franco Scarabottini ha ritenuto l’intervento sul Pastorale quanto mai necessario e reso possibile dal Rotary club di Città di Castello e dal suo past Presidente il dott. Alessandro Leveque che ha portato i saluti del club; presente anche l’attuale Presidente Massimo Alberti. A chiudere i saluti introduttivi la dott.ssa Vittoria Garibaldi, Presidente ICOM Umbria.

Gli interventi a carattere scientifico hanno consentito la lettura di quello che è stato definito dagli studiosi presenti “un monumento della storia dell’oreficeria del 1300”. Ad illustrarne la funzione liturgica Nicola Testamigna, Direttore dell’Ufficio liturgico e successivamente la prof.ssa Elisabetta Cioni, già docente della Università degli Studi di Siena ha trattato l’argomento delle Microsculture e degli smalti nel Pastorale soffermandosi sulla tecnica di realizzazione; Mirko Santanicchia, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Università degli Studi di Perugia ha continuato la trattazione con il tema “Lo smalto traslucido nel XIV secolo in Umbria”. La Cioni considerata la maggior esperta di oreficeria senese e Santanicchia hanno coinvolto l’uditorio illustrando la bellezza del manufatto in correlazione ad altri lavori precedenti e coevi sottolineandone la complessità di realizzazione e quindi esaltandone la straordinaria bellezza. La conclusione del pomeriggio di studio è stata affidata all’orafo Sergio Bartoccioni che ne ha descritto le fasi di pulizia ordinaria ricostruendo anche la storia della sua musealizzazione grazie all’allora direttore artistico prof. Nemo Sarteanesi. Al termine tutti i presenti hanno potuto ammirare il manufatto ricollocato nella sua vetrina e riportato al suo originario splendore: colpisce per la delicatezza della voluta e delle statuine quali l’Angelo, la Madonna e il Vescovo Florido inginocchiato, oltreché per la bellezza degli smalti che impreziosiscono le figure di santi e degli animali fantastici lavorati a traslucido.