Raffaello: in tanti al convegno organizzato dall’Associazione Chiese Storiche

CITTÀ DI CASTELLO – Domenica 11 ottobre si è tenuto il convegno” Raffaello a Città di Castello, dalla Crocifissione Gavari allo Sposalizio della Vergine”, organizzato dall’Associazione Chiese Storiche insieme alle parrocchie di S. Domenico e S. Francesco. Ha moderato l’incontro Fabrizio Leveque, vice presidente dell’associazione, che ha messo in evidenza la particolarità dell’iniziativa, articolata nelle chiese ancora presenti in città in cui lavorò il Maestro.

Di fronte ad un folto pubblico- tutti i posti disponibili erano occupati- don Tonino Rossi, ha portato il saluto della parrocchia di San Domenico all’evento, ricordando l’importanza che l’edificio di culto ha rivestito per la città, non solo riguardo alla fede ma anche da un punto di vista storico ed artistico. Ha concluso citando San Paolo “prefiggetevi cose belle” ed i quadri del Maestro ci parlano di armonia e bellezza. Ha preso quindi la parola l’assessore alla cultura Vincenzo Tofanelli, che ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale tifernate alla manifestazione.

Tofanelli ha ringraziato l’Associazione per avere organizzato il convegno, a cui il comune ha concesso il Patrocinio. Quasi un prologo alla Mostra su Raffaello, organizzata per il prossimo mese di marzo. Ha illustrato i lavori in corso alla Pinacoteca, che la renderanno più fruibile a tutto il pubblico anche a rassegna conclusa. Ha infine parlato dell’Art bonus, che permetterà a cittadini ed imprese di poter contribuire alla realizzazione dell’evento su Raffaello della prossima primavera. Subito dopo è intervenuto il presidente dell’Associazione Chiese Storiche Paolo Bocci, che ha messo in evidenza come il sodalizio abbia tra i suoi compiti, anche quello di migliorare la fruizione degli edifici di culto, al fine di valorizzare e rafforzare il valore identitario che questi rappresentano per la comunità e di ampliare l’offerta culturale del territorio. Egli, inoltre, ha sottolineato che questo convegno è stato frutto di un lavoro di squadra che ha visto coinvolte, pure, l’Associazione Carabinieri, le Rose di Gerico e la Scola Cantorum Anton Maria Abbatini. Ha terminato ringraziando per la cortesia e disponibilità la prof.ssa Teza, che ha permesso di conoscere il genio del Maestro, che qui, seppur all’inizio dell’attività, già fece vedere la sua cifra artistica. La prof.ssa Laura Teza, Docente di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Perugia, nella sua relazione ha messo in evidenza le tappe dell’evoluzione della pittura di Raffaello, che è partita dalla bottega del padre Giovanni, per poi passare a quella del Perugino. Sorprendente la sua capacità di apprendere da tutti gli artisti che incontra, o di cui vede le opere, per questo viene definito “una spugna”. A Città di Castello studia i quadri di Luca Signorelli, come si evince dallo stendardo della SS. Trinità. La professoressa poi si è soffermata sulla Pala di San Nicola da Tolentino, dipinta per la chiesa di Sant’Agostino. Del dipinto, per la mostra di primavera, alcune parti torneranno grazie ai prestiti del museo di Capodimonte a Napoli e della Pinacoteca di Brescia. Prima di esaminare la Crocifissione Gavari, ha analizzato le differenze e le analogie con le opere del Perugino.

La sede dell’incontro si è poi spostata nella chiesa di S. Francesco. Qui la Scola Cantorum Abbatini ha eseguito alcuni brani di musica. Poi la prof.ssa Laura Teza ha proseguito nella sua relazione, descrivendo con minuzia lo Sposalizio della Vergine e quello che ha significato per la storia dell’arte, mettendo in risalto le differenze con il quadro, analogo per soggetto, del Perugino. Ha concluso i lavori il Vescovo mons. Domenico Cancian che ha parlato di fede e arte. Nel suo intervento ha citato il Concilio Vaticano II che rivolgendosi agli artisti si esprimeva così “Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”. Con un lungo applauso sono terminati i lavori.