Polittico di San Giovanni in Val d’Afra di Matteo di Giovanni: presentazione dell’intervento di restauro

SANSEPOLCRO – Sarà presentato sabato 12 ottobre alle 16.30, giorno del 527° anniversario della morte di Piero della Francesca, il restauro del Polittico di San Giovanni in Val d’Afra di Matteo di Giovanni,presso il Museo Civico Piero della Francesca di Sansepolcro.

Alla cerimonia interverranno Mauro Cornioli, sindaco del Comune di Sansepolcro; Gabriele Marconcini, assessore alla Cultura del Comune di Sansepolcro, Maria Cristina Giambagli, direttore del Museo, Stefano Casciu, direttore del Polo Museale della Toscana, Felicia Rotundo, funzionario Storico dell’arte della Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grosseto e Giovanni Pennacchini, presidente della Fondazione Piero della Francesca.

I saluti delle autorità saranno seguiti da due interventi a cura di Alessandro Angelini, che inquadrerà l’opera nel cotesto culturale in cui è stata creata e di Rossella Cavigli e Ciro Castelliche spigheranno i risultati e le ricerche del restauro della tavola.

La serata sarà accompagnata da performancemusicali a cura del Centro Studi Musicali della Valtiberina.

Il restauri del capolavoro di Matteo di Giovanni, durati circa cinque anni, sono stati effettuati dalla restauratrice Rossella Cavigli del Polo Museale, inizialmente in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure (per la parte tecnica), sotto la direzione della storica dell’arte Paola Refice della SABAP, a cui è subentrata Felicia Rotundo, presso il Laboratorio di Restauro della Soprintendenza di Arezzo.

Il riposizionamento del Polittico rappresenta per il Museo un momento molto importante, perché permette di restituire al Mondo un’opera importantissima e di mostrare i risultati delle indagini scientifiche effettuate sull’opera durante il restauro e di approfondire gli studi storico artistici, sotto l’alta supervisione della Soprintendenza. Il Museo auspica, inoltre, il coinvolgimento futuro, oltre che dell’Opificio delle Pietre Dure, dei tecnici inglesi della National Gallery, per lo studio della connessione dell’opera con il Battesimo di Piero della Francesca.

La storia della Trittico di San Giovanni in Val D’afra è molto complessa, poiché è stato realizzato in più tempi, con la partecipazione di Antonio d’Anghiari, Piero della Francesca e Matteo di Giovanni.

Al primo si rifece la progettazione dell’impaginato generale dell’opera, realizzato poi da un carpentiere locale, a cui è stata commissionata la parte lignea nel 1433.Il prezioso intagliato, che ancora oggi si può osservare nelle cornici, nei capitelli fogliati, nelle cuspidi e nella foggia degli archetti trilobati, rientra nella tradizione tardo-gotica senese.

L’esecuzione della tavola centrale con il Battesimo, dipinta da Piero della Francesca, è da riferire probabilmente agli anni 1444-1447, dopo il soggiorno fiorentino del Maestro.

L’Opera, destinata alla Chiesa di S.Giovanni in Val d’Afra da Sansepolcro, portava con sé i segni della dedicazione della Chiesa stessa alBattista. I molteplici incarichi di Piero non gli consentirono con probabilità di prestare fede agli impegni assunti e, intorno al 1455, Matteo di Giovanni subentrò all’incarico. Il complesso fu scomposto e privato dello scomparto centrale nel 1857, per essere venduto alla National Gallery di Londra, dove fece il suo ingresso nel 1861.

Matteo di Giovanni eseguì su fondo d’oro i laterali con i Santi Pietro e Paolo e la predella, dove sono raffigurati gli stemmi della famiglia Graziani e della Chiesa a cui il trittico era destinato. La zona basamentale è suddivisa in cinque scene, con Storie del Battista, Crocifissione e Quattro Dottori della Chiesa. Nei laterali le figure dei Santi emulano lo stile di Piero, nella possente volumetria dei corpi, accentuata dal forte chiaroscuro. Si tratta di una delle pagine più alte della poetica figurativa di Matteo di Giovanni, nativo di Sansepolcro, ma operante a Siena nell’entourage del Vecchietta.

Il Polittico appare comunque incongruo rispetto alla tavola centrale del Battesimo, tanto da sollevare perplessità circa i tempi e le modalità di esecuzione dell’Opera.

La tavola è stata smontata in due occasioni: nel 2009, in seguito all’avvio della campagna di studio sulla carpenteria e all’esecuzione di indagini in funzione della sua comparazione con il Polittico della Misericordia di Piero, durante il quale, a causa di vari fattori di criticità, sono stati eseguiti minimi interventi di messa in sicurezza, e nel 2014, in occasione dei lavori di adeguamento del Museo per l’antisismica, durante il quale il Polittico è stato nuovamente smontato ed è stato deciso di programmare l’intervento di restauro vero e proprio che verrà presentato per l’occasione.