Piegaro e Sansepolcro più vicini grazie al vetro. Inaugurata la mostra “Di fiore in fiore”

PIEGARO – Prove tecniche di collaborazione tra Piegaro e San Sepolcro in virtù del vetro.
Con l’inaugurazione della mostra “Di fiore in fiore”, da domenica scorsa i due borghi sono più vicini e parlano la stessa lingua. Si tratta del primo tassello di un progetto destinato a proseguire nel tempo, che ha avuto nel recente Festival del vetro di Piegaro la spinta iniziale.

Le opere che da ieri sono esposte al Museo del vetro infatti sono il risultato del lavoro scaturito dai workshop sul tema del fiore tenuti dai mastri vetrai nel corso del Festival, ma non solo. Esposte anche le opere degli studenti del liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro, che, in stretto collegamento con lo Spazio Bernardini Fatti di Sansepolcro, hanno elaborato fiori con la tecnica della vetrofusione e pittura a fuoco, studiando le geometrie già presenti in natura secondo lo spirito di Leonardo da Vinci.
Compongono in più la mostra alcuni dei lavori, che sempre seguendo il tema dei fiori, hanno realizzato i ragazzi che partecipano al progetto “TrasiMEMO Arts & Crafts”, che vede il coinvolgimento di giovani e giovanissimi con disagio psichico e cognitivo in attività pratiche all’interno del museo.
Per Sabrina Vernarecci di Sistema Museo questa mostra, destinata ad essere itinerante, sancisce la partenza di una importante collaborazione tra due realtà legate al vetro, il Museo di Piegaro e lo Spazio Bernardini Fatti della Vetrata Artistica e Contemporanea di San Sepolcro.

All’inaugurazione ha preso parte anche Antonella Farsetti, responsabile dello Spazio Bernardini Fatti, che ha fatto notare come la struttura da lei rappresentata abbia fatto la scelta di aprirsi all’esterno in un rapporto dinamico con la comunità in cui è inserita.
Nel corso della cerimonia di domenica sono anche state premiate le foto realizzate nel contest fotografico “Piegaro: vetro, fiori e territorio”, che si è svolto al Museo durante lo stesso festival del vetro. “Ai partecipanti – ha spiegato il fotografo Paolo Zuchegna – è stato chiesto di realizzare un piccolo reportage cogliendo i temi portanti del Festival. Ne sono scaturiti lavori in cui si interpretano al meglio le atmosfere e l’essenza di questo luogo”.