Nuvolo: presentato il docu-film di Sky Arte

CITTA’ DI CASTELLO – Il docufilm sul pittore Nuvolo (Giorgio Ascani Città di Castello 1926-2008) andrà in onda su Sky Arte HD il 29 novembre alle 20,45, ma l’Archivio Nuvolo lo ha voluto presentare in anteprima assoluta a Città di Castello, dove Nuvolo è vissuto, e dove ancora ha la sua sede l’Archivio che lo rappresenta, voluto e supervisionato dai figli di Nuvolo, Paolo e Piergiorgio, sotto lo sguardo attento della moglie Liana Baracchi Ascani.

La presentazione in anteprima è stata programmata sabato 17 novembre presso il Salone di rappresentanza della Pinacoteca Comunale di Città di Castello, secondo museo dell’Umbria per importanza subito dopo al Galleria Nazionale dell’Umbria, e importante e scenografica presenza all’interno del docu-film di Sterparelli.
Tanta era l’attesa non solo da parte della cittadinanza ma anche dai tanti amici romani e umbri di Nuvolo che sono accorsi a Città di Castello per sostenere l’iniziativa dell’Archivio e tanto anche l’interesse suscitato nella città che l’Archivio Nuvolo è stato costretto a programmare una seconda visione del film così da permettere a quanti non potevano per esigenze di spazio accedere nel salone del museo alla prima visione.

La serata è stata introdotta dai saluti istituzionali per i ruoli svolti, ma molto amichevoli per l’amicizia personale di entrambi con Nuvolo, dell’assessore alla cultura della Regione Umbria Fernanda Cecchini e del sindaco Luciano Bacchetta i quali hanno voluto salutare la famiglia Ascani e tutti i presenti ricordando le proprie attività svolte direttamente con Nuvolo in vita e di come questo artista fosse disponibile e aperto all’innovazione, all’esplorazione del futuro e all’amore per la sua città che è stato rimarcato più volte da entrambi, amore che poi è stato contraccambiato da parte della famiglia con una stupenda donazione di 15 opere che hanno creato la “sala Nuvolo” presso la sezione arte moderna e contemporanea della Pinacoteca, sala che è stata re-inaugurata proprio ieri nel suo nuovo e definitivo allestimento.

Subito dopo i saluti il figlio Paolo Ascani, ora vicepresidente dell’Archivio Nuvolo, ha illustrato il lavoro svolto dall’associazione, nata nel 2015 per volontà della famiglia e di un gruppo di amici di Nuvolo, che ha come scopo la promozione e la diffusione dell’arte di Nuvolo oltre alla tutela delle opere stesse. La ricerca in tutto il mondo delle opere di Nuvolo, la loro catalogazione ed ora la realizzazione del Catalogo Ragionato delle opere di Nuvolo sono il perno dell’attività dell’Archivio oltre a quello di affiancare i collezionisti, i musei e le gallerie che hanno programmato e programmeranno iniziative sull’artista.

L’archivio ha supportato la Di Donna gallerie nella realizzazione della prima grande mostra negli Stati Uniti, voluta dalla Emmanuel Di Donna ex vice-presidente internazionale del settore impressionisti e arte moderna di Sotheby’s, mostra che aveva per titolo “Nuvolo and the post war materiality 1950-1960”. L’esposizione, curata da Germano Celant, ha presentato da ottobre del 2017 a gennaio 2018 25 importantissime opere di Nuvolo affiancate con opere di artisti internazionali come Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Conrad Marca Relli, Salvatore Scarpitta ed ha riscosso un grandissimo successo di critica e di pubblico.

Intensa, appassionata ma anche sapientemente scientifica è stata la prolusione che il professor Bruno Corà ha presentato su Nuvolo. Bruno Corà è uno dei maggiori curatori di arte contemporanea al mondo, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, amico e profondissimo conoscitore dell’arte di Nuvolo a lui probabilmente si devono anche tante intuizioni teoriche dell’artista vista la forte complicità che tra i due è esistita da sempre, e proprio per questo la platea è rimasta affascinata ed incantata dalle sue parole che hanno ricordato l’importanza di Nuvolo della sua sperimentazione e di come questo si collochi tra i grandi artisti dell’ultimo secolo.
Un artista che “appare e scompare” come le nuvole.

L’intervento è stato sicuramente il miglior prologo alla visione del film-documentario inteso come riflessione sull’opera di Nuvolo alla metà degli anni Sessanta.
Nuvolo: Nuntius Celatus è un documentario il cui soggetto e regia sono del tifernate Giuseppe Sterparelli, autore di varie iniziative culturali tra Italia ed estero, la direzione di fotografia di Lisa Rinzler, già premio Emmy Award, Sundance Festival e Independent Spirit Award. Con la partecipazione straordinaria di Roberto Latini, premio Ubu come miglior attore teatrale italiano 2015 e 2017. Illuminati dall’occhio di bue, al centro della piccola sala teatrale, si vedono una macchina da cucire degli anni ‘50 e un telaio serigrafico, ancora sporco di colore. Non si tratta di una messa in scena, perché il palco che li ospita non è che il vecchio studio di “Nuvolo”, sito in Via Lungotevere Artigiani, a Roma, dove oggi sorge la sala di una compagnia teatrale. In quello spazio, vicino a Ponte Testaccio, quello da cui si gettò l’Accattone di Pasolini, e il mercato domenicale di Porta Portese, “Nuvolo” (così soprannominato per l’imprevedibilità con cui appariva e scompariva dalle coline quando era giovane partigiano) aveva operato in silenzio, al di fuori dei clamori mondani dell’arte, ma raggiungendo risultati inediti per la pittura del secondo Novecento; a partire dalla trasformazione della serigrafia in mezzo pittorico, circa dieci anni prima di quanto fece Andy Warhol e in sostanziale differenza rispetto al “materico” dell’amico Burri, presso il cui studio era stato chiamato come collaboratore dal 1950. Dalle esterne newyorchesi, colte nella simmetria degli edifici e nella luminosità di differenti agenti atmosferici, il film si sposta a quelle più pacate di Città di Castello, nella commistione rinascimentale tra impianto urbano e naturalistico, fino a Perugia, sede dell’Accademia delle Belle Arti, diretta da Nuvolo fino al 1984. Il collegamento con New York ritorna anche nei trascorsi dell’artista, individuato da Peggy Guggenheim già negli anni cinquanta come nome importante per la sua storica collezione. Forte di una eccezionale fotografia e accompagnato dalla bellissima musica originale realizzata da Michele Mandrelli.

Tanti gli applausi alla fine della proiezione che Giuseppe Sterparelli ha voluto condividere con tutta la troupe presente in sala a testimonianza di un lavoro non solo realizzato bene dal punto di vista tecnico ma che ha saputo anche emozionare i presenti. Il saluto finale ed i complimenti per il bellissimo lavoro sono arrivati in diretta da New York con un saluto portato a Jennifer Fields direttrice delle mostre della Di Donna Gallerie e ricercatrice che ha realizzato la mostra di Nuvolo dello scorso anno. Fields ha anche annunciato una serie di iniziative che la galleria sta portando avanti con particolare attenzione alla realizzazione del primo catalogo generale delle opere interamente su supporto digitale ed online oltre ad una nuova esposizione a New York e una importante antologica in Italia.
A seguire tutti i presenti sono stati accompagnati alla visione e nuova inaugurazione della sala Nuvolo riallestita con tutte le 15 opere donate dalla famiglia Ascani al Comune di Città di Castello.