«Natale tra Umbria e Toscana», gli organizzatori: «Bilancio positivo»

CITTA’ DI CASTELLO – Si è conclusa con il concerto «Gospel & More» a San Giustino nella chiesa Arcipretale con il «Coro Gospel Altotiberino» diretto da Paolo Fiorucci l’iniziativa Natale tra Umbria e Toscana – 2017.
Un bilancio decisamente positivo quello di questa edizione, la prima che ha visto il coinvolgimento di tutti i comuni dell’Altotevere Città di Castello, Citerna, Montone, Monte Santa Maria Tiberina, San Giustino, Umbertide, Pietralunga) e anche uno della Toscana: Sansepolcro. «L’appuntamento promosso dalla direzione del Museo diocesano sotto l’egida del vescovo – hanno spiegato gli organizzatori – ha spinto Catia Cecchetti ideatrice dell’iniziativa, al suo potenziamento sia in termini di numero di appuntamenti che di coinvolgimento territoriale creando per la prima volta un calendario programmatico legato alle festività del Natale con un fattivo coordinamento in rete. Obiettivo dell’iniziativa è stata la riflessione sul mistero della nascita tramite eventi culturali che hanno visto la loro realizzazione nelle chiese o nei musei del territorio, spazi di particolare bellezza artistica e architettonica e di accresciuta suggestione grazie all’allestimento dei presepi. L’evento legato al periodo delle festività natalizie ha interessato i mesi di dicembre 2017 e gennaio 2018 con ben otto appuntamenti aperti ad un pubblico di turisti e cittadini. Il programma ha fornito così l’occasione per visitare le ricchezze culturali del nostro territorio unitamente alla partecipazione ad eventi di particolare interesse legati al Natale che hanno offerto spunti di riflessione e di raccoglimento. Tutti e otto i concerti hanno visto la presenza di un pubblico sempre numeroso, appassionato di musica e arte che ha così potuto scoprire le bellezze culturali del proprio territorio. Il notevole apprezzamento dell’iniziativa spinge già a pensare ad una altrettanto nutrito calendario di attività culturali per la prossime festività pasquali sempre all’insegna del collegamento in rete e della valorizzazione del ricco patrimonio ecclesiastico».