“Io e Miele”: ecco il libro scritto “a due mani e quattro zampe”

CITTA’ DI CASTELLO – Un legame profondo quello tra Luca Piergiovanni, insegnante di Lettere ed esperto di Tecnologie dell’apprendimento, e Miele, il suo amico a quattro zampe. Hanno condiviso 14 anni di vita, insieme, inseparabili. Miele è stato fotografato dal suo amico umano in ogni loro momento di vita. Un’amicizia che viene raccontata in un libro scritto “a due mani e quattro zampe” dove si raccontano le avventure di questo straordinario meticcio profondamente legato al suo umano, e viceversa.

“Io e Miele. Racconti a due mani e quattro zampe” è infatti il titolo del libro che mostra in copertina il bel musetto, vispo ed intelligente, del cagnolino.

“Miele mi accompagna da 14 anni. Ogni giorno lo trascorriamo insieme: siamo in simbiosi! Non mi considero suo proprietario o padrone. Lui è un amico, mi ama gratuitamente e mi ha aiutato nei momenti più bui della mia vita, come quando non riuscivo a trovare un lavoro e a coronare la mia ambizione e passione di diventare un insegnante. – dice Piergiovanni – Miele è un cane libero di agire e di pensare, che usa il suo potente olfatto per ragionare. Benché la vita in città ci obblighi a rispettare determinate regole del vivere civile, ho sempre cercato di abituarlo a stare libero, nel rispetto delle cose altrui, degli altri cani e persone. Con i suoi simili, ad esempio, ha rapporti ottimi. Non appena incontra un altro cane, si avvicina per conoscerlo ed è rispettoso di quelli più anziani: non ha mai provato a dominarli, anzi, accetta di buon grado di farsi educare da loro. E così corre incontro a tutte le razze con l’intento di farne la conoscenza, mentre in altre occasioni aspetta che siano loro ad avvicinarsi mediante un approccio tutto suo, curioso a vedersi: non appena avvista un altro cagnolino all’orizzonte, si blocca di colpo per poi mettersi pancia a terra con le zampe anteriori distese. Sembra quasi che sia in assetto di guerra, pronto a sferrare un attacco improvviso, ma quando l’altro cane si avvicina l’attacco è costituito solo di annusate e scodinzolii. Questa sua spiccata capacità di socializzare gli ha procurato spesso aggressioni e morsi da parte di altri cani evidentemente molto poco abituati a comunicare, ma tali brutti episodi non lo hanno mai fatto desistere dallo stringere relazioni e non gli hanno mai fatto perdere fiducia nei suoi simili.
Miele, poi, è un’attrazione per i bambini che lo prendono d’assalto, ricoprendolo di attenzioni, e la scena è sempre la stessa: si rotola su un fianco o sulla schiena e i bambini stretti a cerchio lo accarezzano e gli solleticano petto e pancia lasciandosi rivolgere leccate di ringraziamento. Col passare del tempo è diventato anche un ottimo attore, perché sa mettersi in posa con bambini e adulti provenienti da ogni angolo del mondo che chiedono di poter scattare una foto insieme a lui. Foto di Miele sono finite in Giappone, Spagna, Finlandia e in tanti altri paesi che sarebbe lungo menzionare. Di alcune non rammento neppure più l’origine, tante e svariate sono state le occasioni in cui mi è stato chiesto di poterlo fotografare”.

“Miele è una star che non potendo rilasciare interviste e firmare autografi, si lascia dunque immortalare mettendosi in posa e fissando l’obiettivo, arruffianandosi chiunque gli si faccia incontro, soprattutto all’ora dell’aperitivo. – prosegue Piergiovanni – È un irresistibile rubacuori che rimane piantonato con lo sguardo fisso sulla lavatrice per tutta la durata del lavaggio, in attesa che i suoi amati peluches vengano stesi ad asciugare: Ci sono i miei adorati giocattoli là dentro, sei senza cuore!, mugola preoccupato. Un tenero fifone, che si spaventa anche per una innocua ranocchia o un inoffensivo cocomero e un attore nato, che si finge malato per ricevere attenzioni e coccole e che alle prime carezze già scodinzola con forza, a centosessanta battiti al minuto per l’eccitazione, con quell’alfabeto della sua coda che permette a chiunque di comprenderne i sentimenti. Le storie di questo simpatico meticcio, con un ciuffo sparato di peli in cima alla testa e un mantello ispido e a tratti ricciolo – eredità del suo babbo spinone e della sua mamma barboncino – con occhi grandi, un musetto dolcissimo, barba e sopracciglia che gli donano un’espressione quasi umana e quella sua andatura aritmica, per cui ogni quattro passi ne zoppica uno, alzando la zampetta posteriore e piegandola fino quasi a toccare l’altra, come il salto di un ballerino di tip tap, stanno a poco a poco diventando le storie di tutti coloro che hanno deciso di trascorrere la vita con al fianco un amico a quattro zampe. Si riconoscono in me e Miele e nelle nostre vicissitudini. E noi ne siamo felicissimi!”