I ragazzi del liceo alla scoperta del Paliotto di Celestino II

CITTA’ DI CASTELLO – Riscoperta di uno dei capolavori più importanti della città, il Paliotto di Celestino II, da parte di alcune classi del Liceo Classico “Plinio il Giovane”, indirizzo scientifico.

La richiesta viene dal professor Luca Fortuni, docente di Disegno e Storia dell’Arte, che ha portato giovedì 7 e venerdì 8 febbraio, due classi, la III BS e la III CS, a riscoprire questo capolavoro dell’oreficeria romanica (1142 circa), conservato nella Sala II del Museo Diocesano di Città di Castello.

Lavorato a cesello, bulino e sbalzo ancora oggi stupisce per la sua preziosità gli orafi e gli esperti di scultura che numerosi vengono ad ammirarlo. Le classi sono state accolte con entusiasmo da Catia Cecchetti (in foto) la quale precisa che il Museo diocesano ha al suo attivo numerosi itinerari didattici anche con laboratori di approfondimento finalizzati a scuole di ogni ordine e grado e volti alla valorizzazione del ricco patrimonio ecclesiastico.

Il Paliotto è legato ad una importante figura della nostra città un componente della famiglia Guelfucci, il Papa Celestino II che durante il suo breve pontificato fece realizzare, probabilmente da più maestranze di formazione ed estrazione diversa, questo capolavoro. La finalità era di abbellire l’Altare maggiore del Duomo superiore in occasione di importanti avvenimenti liturgici e la particolarità è la sua preziosità in quanto realizzato in argento dorato; solitamente in stoffe da pallium appunto drappo, rari sono gli esempi invece conservati in metalli preziosi.

“Anche i turisti – sottolinea Cecchetti – rimangono stupiti della bellezza di questo manufatto sia per la preziosità della sua lavorazione che per l’integrità della sua conservazione. I ragazzi preparati in classe dal prof. Fortuni hanno seguito con attenzione ed osservato gli straordinari riquadri dentro i quali si snodano gli episodi della vita di Cristo e della Vergine: in quattro scomparti rettangolari chiusi da una cintura borchiata finemente lavorata e fissata ad una superficie in legno. Gli alunni continueranno l’approfondimento a scuola: stimolo questo importante come anche il risultato dell’interazione tra più istituzioni quella museale e quella scolastica per un apprendimento sempre più calato nella realtà e nella esperienza diretta”.