Fine settimana all’insegna dell’arte: doppio appuntamento a palazzo Berardi Mochi-Zamperoli

CAGLI – Doppio appuntamento culturale nella cittadina marchigiana, con gli eventi organizzati dall’assessortato alla cultura del Comune, insieme all’accademia delle belle arti di Urbino e l’associazione culturale «BelloSguardo». Le mostre saranno inaugurate domeni, sabato 2 settembre, alle 17 negli spazi di Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e saranno visibili fino al 24.
Ecco l’illustrazione delle due mostre a cura di Erminia Gelso

«LA STRUTTURA DELLA MATERIA» è una mostra all’interno della rassegna “Segni della scultura” curata da Pino Mascia e Lucia Miodini, alla quale partecipano due artisti di fama internazionale autori, fra l’altro, di grandi opere pubbliche. Christian Cassar, originario di Bolzano è creatore di una scultura rigorosa e suggestiva in stretto rapporto con i metodi e i materiali dell’architettura. Attento ecologista è docente all’Accademia di Urbino. Ha partecipato alla Biennale di Venezia 1988. Luisa Valentini è nata a Torino dove è docente presso l’Accademia delle Belle Arti. Si laurea in germanistica con Claudio Magris, è produttrice e responsabile di moda della GFT per la collezione Mani di Giorgio Armani. Diplomata in scultura all’Accademia Albertina, collabora con Pietro Gilardi ed è autrice di una scultura strutturale con richiami alla fluidità botanica in cui prevalgono materiali come ferro e acciaio.
“61043” FISICI, EMOTIVI, RIFUGI, invece, prende origine dall’idea di RIFUGIO, sulla quale cinque ragazzi hanno ragionato, senza forse mettere in atto meccanismi puramente razionali, ma in maniera artistica, concentrandosi quindi sulle immagini, sulle suggestioni e anche sui concetti.
Cominciamo dall’inizio, ovvero dalla nascita dell’uomo che è l’uscita dal rifugio primigenio. Il bambino, avvolto da coltri di sangue fascianti e reattive, calde e sussurranti, viene espulso nel mondo e separato dalla carne primordiale… mondo nel quale mai più sarà solo e nel quale sempre si sentirà solo. L’idea di rifugiarsi ritorna poi spesso durante la vita: le capanne dei bambini, le case sugli alberi, i letti a baldacchino, l’alcool, i piccoli cinema, i videogiochi, la camera dell’adolescente, la Torre Onoffia, la casa dopo il lavoro, il passato, i cappotti, l’amore, Dio, i sogni, le illusioni. Per essere considerato tale il rifugio deve essere stretto addosso al corpo e alla mente del rifugiato, deve aderire alle paure soffocandole dolcemente. Possibilmente buio per non vedere nemmeno i fantasmi, preferibilmente “sordo” per non udire che il battito del proprio cuore e sicuramente caldo per sentirsi appieno, fin dentro agli spazi più interni. Ma da cosa si scappa? Si scappa dagli altri, dalla loro inestirpabile e parassitale presenza; ma si può scappare anche da se stessi, tentando di annullarsi, di vagheggiare la morte, di corteggiare il nulla, di assaporare il letargo dei sensi per non sentire nemmeno il battito del proprio cuore tornando così alla noia originale.
In ogni caso è offerta una pausa al peccatore, e poco importa il fatto che sia stato già perdonato. Egli continua a cercare un’espiazione non richiesta ma necessaria. Espiare creando qualcosa che si faccia capanna, struttura ludica che riproduce in piccolo le imponenti architetture filosofiche delle cattedrali compiute di senso (compiuto). Una possibile conclusione (ma sempre quella!): il rifugio è l’ambiente ideale per interrogarsi non sul tracciabile come ma sull’impervio perché del senso di colpa».
Le mostre sono aperte da mercoledì a domenica dalle 17 alle 20, con ingresso libero. Per informazioni basta contattare l’Ufficio Cultura allo 0721 780731, oppure l’Ufficio Informazioni Turistiche allo 0721 780773. Si puà consultare anche il sito internet www.cagliturismo.it o inviare una mail a: ufficiocultura@comune.cagli.ps.it.