Celestino II Papa Città di Castello museo diocesano donazione

Donata al Museo Diocesano una raffinata e rara riproduzione del Papa tifernate Celestino II

CITTÀ DI CASTELLO – Il tifernate Paolo Duccio Ducci, lo scorso 20 gennaio, ha donato al Museo diocesano di Città di Castello una riproduzione estremamente raffinata e rara raffigurante Celestino II Papa originario della nostra città, (26.09.1143 – 08.03.1144) tratta dalla Galleria Vaticana su una bella cornice del sec. XIX da lui fatta ridorare per l’occasione. L’opera, di piccole dimensioni 32×26, è stata accolta con grande interesse in quanto ben si contestualizza nel percorso museale che ospita nella sala II con lo straordinario capolavoro di oreficeria romanica il Paliotto donato proprio da questo pontefice.

Celestino II nasce col nome di Guido da Nicola Guelfucci di Città di Castello, fu mandato a studiare a Parigi da Pietro Abelardo. Tornato nella città tifernate divenne Canonico di San Florido nel 1130. Onorio II lo creò Cardinale Diacono di Santa Maria in Via Lata e nel 1134 fu fatto cardinale prete del titolo di San Marco.  È il primo papa menzionato nelle famosissime profezie di Malachia.

Paliotto Celestino II Papa Città di Castello museo diocesano

Il Paliotto – ricorda Catia Cecchetti – fu voluto dal pontefice per abbellire la parte anteriore dell’altare del Duomo superiore.  Straordinario capolavoro di oreficeria realizzato in argento sbalzato, cesellato e parzialmente dorato. Al centro domina un Cristo benedicente, assiso in trono e ai lati suddivisi in scomparti sono rappresentati in ordine cronologico i principali eventi della Storia della Salvezza. Il Paliotto è probabilmente un’opera di più maestranze, con evidenti influssi bizantini ma superati da un sentito plasticismo. Uno dei maggiori studiosi dell’Arte Medievale, Pietro Toesca, ne diede una connotazione stilistica più precisa: infatti i primi studiosi riferiscono l’opera genericamente ad artisti di cultura bizantina ma Tosca per l’individuazione di una certa libertà d’impostazione e per l’espressionista narrativa lo inserisce nel vivo della cultura romanica.

La Diocesi e l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici nella persona del suo Direttore Gian Franco Scarabottini ringraziano il donatore per la generosità dimostrata e informano che l’opera verrà esposta nella Sala documentaria del Museo per introdurre al meglio il visitatore alla scoperta delle ricchezze culturali ecclesiastiche. Per informazioni sul museo diocesano ed i suoi percorsi sono disponibili il numero telefonico 075 8554705, o la mail museo@diocesadicastello.it