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Cose strane, ma vere: otto storie di vita a Monte Santa Maria Tiberina

MONTE SANTA MARIA TIBERINA – Otto storie di vita di un antico borgo umbro narrate dagli attori del Teatro dei 90 di Città di Castello. Si tratta di uno dei tanti eventi del Piccolo Festival delle Radici che si terrà il 23 e 24 settembre a Monte Santa Maria Tiberina. Un’iniziativa promossa dal Club Amici dei Borghi Autentici, dall’associazione Borghi Autentici d’Italia e dal Comune per ripercorrere e raccontare le tradizioni e l’identità di un paese attraverso le parole degli abitanti più anziani e, dunque, più ricchi di storia.

Sabato 23 settembre alle 10.30 presso il Palazzo Museo Bourbon del Monte, si potranno riscoprire i frammenti di vita e le immagini del passato di un borgo che oggi incanta i visitatori e la comunità che lo abitano. Questo è il risultato del percorso Morphosis Mnemon della Scuola di Scrittura Autobiografica e Biografica della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (LUA), un indirizzo di studio che forma biografi per diffondere la conoscenza delle storie di vita dei singoli come importante veicolo per la promozione e lo sviluppo delle comunità.

Giuseppe Ballini a 76 anni esprime la sua passione per i tartufi, un prodotto pregiato che da sempre caratterizza queste terre: “Anche mio babbo ci andava per tartufi, in queste strade, in questi boschi. Qui il nero pregiato c’era dappertutto”.

Clorinda Brunetti a 87 anni descrive il giorno in cui è arrivata l’energia elettrica “è stata una cosa straordinaria, abbiamo chiuso tutte le finestre per vedere quella luce. Era un lusso, mica ce l’avevano tutti. Ci sembrava una conquista”.

Il nonno di Fiorello Brunetti “faceva il maggiordomo alla fattoria del Monte. Egli preparava la carrozza, andava a prendere la principessa a San Secondo e poi la portava al castello di Monte Santa Maria Tiberina. Si chiamava Brunetti Bruno, era figlio di ignoti di Sansepolcro. Allora si adottavano i figli per lavorare la terra, non era come adesso”.

Marcella Bivignani ringrazia Dio per aver vissuto una bella vita e riferisce di quando ai suoi tempi, in località Arcalena, “vivevano circa 50 persone e la campagna era tutta coltivata. Ogni famiglia era composta da dieci, quindici e anche venti membri. In un altro borgo c’era persino una famiglia di trentacinque persone”. Marcella della sua infanzia rimpiange solo di non essere andata badare agli animali con gli altri ragazzi poiché la sua famiglia non possedeva allevamenti.

Pietro Signorelli parla della guerra e dei bombardamenti, “sono stati otto giorni di combattimenti di artiglieria pesante, cannoni grossi e dopo sono riusciti a cavare i tedeschi. Qui c’erano gli avamposti della Linea Gotica”.

Sara Moretti, una delle docenti che ha seguito i corsisti, afferma che “alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari crediamo nel valore unico di ogni singola storia di vita, a partire dalla propria, per aprirsi all’altro, alla comunità, al mondo con un intento trasformativo, di relazione e di crescita. Una raccolta di storie che restituisce le parole dei narratori e favorisce la ricerca delle radici di una comunità. Siamo molto affezionati al bellissimo borgo di Monte Santa Maria Tiberina, che spesso ospita i nostri seminari di scrittura, uno dei quali, condotto dall’illustre prof. Demetrio, si svolgerà proprio a fine settembre”.