«Butterflies on flowers»: va in scena al Teatro di Anghiari lo spettacolo promosso dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano

ANGHIARI -“Butterflies on flowers. Diari, parole e musiche dall’Europa del ‘68” è il titolo dello spettacolo teatrale che andrà in scena domenica 28 aprile, alle ore 21, presso il Teatro Comunale dei Ricomposti di Anghiari.

Un’anteprima nazionale (ed europea) dello spettacolo prodotto all’interno del progetto “Store The Future – Artisti, memoria e diritti civili per l’Europa del Terzo Millennio”, promosso dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito della call dedicata all’Anno Europeo del Patrimonio Culturale del programma Creative Europe. Il progetto prende vita nel 50° anniversario del ’68, ne indaga le radici profonde in Europa, per coglierne gli aspetti storici e sociali e riproporli attraverso la realizzazione di un prodotto artistico.

Per la realizzazione del progetto l’Archivio Diaristico Nazionale si è avvalso della collaborazione di un partenariato europeo composto da: Associação Arquivo dos Diários (Portogallo), Associazione Teatro di Anghiari (Italia), Associazione Bandalena (Francia), Archivio di Stato di Pazin (Croazia), OpenCom issc (Italia).
“Butterflies on flowers. Diari, parole e musiche dall’Europa del ‘68” nasce da una ricerca svolta, in archivio e in ‘campo aperto’, in quattro Paesi europei diversamente emblematici del Sessantotto. Italia e Francia, centri focali della protesta di allora, Croazia (ex Jugoslavia) e Portogallo, simboli della periferia geografica continentale degli anni ’60. Sono proprio il perimetro geografico europeo e la profondità sociale di ciascun Paese, le direttrici lungo le quali si è svolta la ricerca che ha fornito gli spunti contenutistici di base per la realizzazione dello spettacolo.

Il nucleo centrale dell’indagine sono le fonti autobiografiche, i diari e le memorie di coloro che negli anni Sessanta avevano 20, 30 o 40 anni. Le fonti orali, i riferimenti di una vasta e aggiornata ricerca bibliografica, il linguaggio musicale, i materiali audiovisivi e l’espressione artistica completano il quadro dei contenuti, setacciati ed evocati, per ricostruire le atmosfere dell’epoca, nell’ottica di una rilettura contemporanea.
Tutti i temi indagati di quest’anno simbolico del ‘900 (e la molteplicità delle lenti utilizzate per osservarlo), sono confluiti in uno spettacolo che ha scelto di utilizzare tre diversi linguaggi di scena: il teatro (e il racconto radiofonico), la musica e le immagini. Una storia che ci racconta tante storie: è la mezzanotte del 31 dicembre 2018, anniversario dei cinquant’anni dalla fine del Sessantotto. Negli studi di una nota trasmissione radiofonica sta per iniziare una puntata speciale…

A dare voce e corpo a questo racconto, ci sarà una delle più belle voci di Radio2 Rai Matteo Caccia, autore e conduttore radiofonico di Pascal, in scena insieme a Francesca Ritrovato e Isabel Mões. Le musiche di scena verranno eseguite dal vivo da Helena Rüegg, Quique Sinesi e Saverio Zacchei.

“La performance è il frutto del lavoro di ricerca svolto dagli archivi croati, italiani e portoghesi partner del progetto. Ma la nostra è assolutamente una rilettura contemporanea, una delle tante possibili – così racconta Andrea Merendelli, direttore artistico del progetto “Uno spettacolo che racconta quei tempi senza nostalgie o rimpianti (molti degli artisti in scena non erano neppure nati), guardando a un ’68 di periferia, un ’68 mai raccontato perché sconosciuto, perché fino ad oggi nascosto all’interno delle pagine di documenti autobiografici chiusi negli archivi. Ed è proprio questo che si vuole trasmettere, soprattutto alle future generazioni: l’inestimabile valore costituito dalle storie personali”.

Come conferma Nicola Maranesi, autore con Merendelli della drammaturgia “Il ’68 è un anno effimero e al tempo stesso essenziale. Effimero come il battito d’ali di una farfalla che si posa su un fiore. Essenziale, se è quel battito d’ali che modifica gli equilibri fino a provocare un uragano dall’altra parte del pianeta. Effimero perché nulla ha cambiato nell’assetto politico ed economico globale. Essenziale perché ha liberato tutte le energie che hanno portato alle conquiste sociali più importanti del Novecento”. Dopo il debutto di Anghiari, “Butterflies on flowers. Diari, parole e musiche dall’Europa del ‘68” sarà replicato a giugno a Sigonce in Francia, a settembre a Pieve Santo Stefano, infine ad ottobre a Lisbona, in Portogallo.
Lo spettacolo, ad ingresso libero, è inserito all’interno della Stagione Teatrale di Primavera del Teatro di Anghiari. Visto il numero limitato di posti, si consiglia la prenotazione.