Al via la mostra fotografica “Eva e le altre” di Andrea Vezzini

CITTÀ DI CASTELLO – Nel pomeriggio di sabato 25 luglio alle ore 18,30, presso “ARTè” in via Sant’Apollinare, verrà inaugurata la mostra fotografica “EVA E LE ALTRE – scena e retroscena” di Andrea Vezzini. Presentazione a cura della Professoressa Rita Olivieri.

La mostra resterà aperta fino a domenica 9 agosto, con il seguente orario:
dal giovedì alla domenica dalle ore 17,30 alle ore 19,30.
Ingresso libero (visite in sicurezza)

Per informazioni:
Daniela: 331-9679342
Sabrina: 340-9443858
Andrea: 339-1163387

Ogni cosa fotografata si tinge di pathos; e i fotografi, sempre in conflitto tra soggettività e oggettività, sono dei grandi produttori di nostalgia. In fin dei conti, come gli attori, non sono che turisti nella vita d’altri e, in fondo, nella propria.
E tu vedi la foto di una persona e pensi: «come sarà al di là di questo aspetto, di quest’apparenza, di questo mutismo?». Vite segrete. Visi come maschere sociali.
Scena e retroscena.
Fotografare cambia la persona fotografata? Sicuramente il suo oggi diventa ieri: un messaggio dal passato. Ma forse ci facciamo fotografare perché l’immagine che abbiamo di noi diventi realtà; diventi una “cosa”.
E quindi, paradosso: immagine di un’immagine.
Oppure, chissà, si preferisce la rappresentazione alla realtà; perché troppi sono gli elementi significanti in ogni persona per una qualsiasi sintesi soddisfacente.
Figurarsi per Eva e le altre!

 

E allora: rudimentali abbozzi. Un gioco di luci e di ombre sulla vita nascosta che tremola, e che nessun obiettivo, per quanto definito, potrà mai cogliere.
L’individualità è un’increspatura; e a noi piace pensarci misteriosi e indecifrabili.
La fotografia come specchio deformante dell’immagine che abbiamo di noi e che, a volte, ci risulta quasi irriconoscibile: «Quella non sono io», ebbe a dire una cara amica di una foto che le avevo scattato tempo addietro.
I fotografi… collezionisti, o meglio, straccivendoli, che raccolgono tutto ciò che trovano. Cose o stati d’animo, per loro pari sono.