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Proseguono le operazioni di pulizia del Riccio Pastorale: preziosissimo capolavoro di oreficeria del museo diocesano

CITTÀ DI CASTELLO- Alla presenza del funzionario di zona della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria la dott.ssa Maria Brucato proseguono le delicate operazioni di pulizia di uno dei più preziosi capolavori di oreficeria, conservati al Museo diocesano di Città di Castello, il Riccio di Pastorale: lunedì 1 febbraio scorso  il funzionario era al Museo per sovrintendere gli interventi.

Il Pastorale è un esempio di arte orafa senese del 1324 circa ricorda Catia Cecchetti –  attribuito al senese Goro di Gregorio. Dall’anno 2000 è conservato nella sala II del Museo e faceva parte della collezione ancora prima dell’ampliamento dei locali museali; va ricordato che negli anni ‘70 fu trafugato e ritrovato in modo fortuito e riconsegnato da un concittadino. Il manufatto è ancora oggi oggetto di studio sia per quanto riguarda l’attribuzione che la sua datazione;  ne parlano sottolineandone la preziosità gli studiosi locali quali  il Magherini Graziani,  C. Rosini ma anche storici dell’arte e dell’oreficeria di indiscussa fama quali M. Salmi,  U. Gnoli e P. Toesca.

E’ stato allestito il laboratorio a piano terra nella sala dove l’opera è conservata e qui vengono effettuate in sicurezza, secondo le attuali normative anti covid e a museo chiuso, le operazioni di pulizia ordinaria e patinatura degli smalti grazie all’orafo tifernate Sergio Bartoccioni e ai figli Riccardo e Andrea. La loro Bottega orafa vanta  un’antica tradizione nella nostra città: il manufatto fu infatti già sottoposto in passato ad un loro accurato intervento. La procedura  di pulizia ordinaria dell’argento è stata ritenuta quanto mai necessaria  e le operazioni sono state avvallate dall’Ufficio beni Culturali della Diocesi, dal suo direttore Gian franco Scarabottini e naturalmente volute dal Vescovo Domenico Cancian; quest’ultimo nel  ricordare la funzione pastorale di questa opera usata dai vescovi come simbolo e guida del loro gregge intende ringraziare per la sensibilità dimostrata il finanziatore dell’operazione il Rotary club di Città di Castello in modo particolare il suo presidente il dott. Alessandro Leveque che non ha mancato di  seguire le varie operazioni. Presenti per il Club Vittorio Sgaravizzi e Scarabottini La dott.ssa Brucato ha voluto ricordare in questa  sopralluogo la preziosità del manufatto, la delicatezza della voluta e delle statuine quali l’angelo, la Madonna e il Vescovo inginocchiato oltreché la bellezza degli smalti che impreziosiscono le figure di santi e e degli animali fantastici lavorati a traslucido.

Il Riccio di Pastorale – precisa Cecchetti – nel 1434 era custodito da Meo de’ Fucci che ne concesse l’uso al vescovo Sinibaldo (G. Magherini-Graziani, L’Arte a Città di Castello, 1897, p. 310): molti sono ancora oggi gli interrogativi legati alla provenienza del manufatto, alla sua datazione e all’autore:  per questo si sta lavorando ad un appuntamento scientifico che possa contribuire ad accrescere ulteriormente il valore scientifico e favore la ricerca di questo capolavoro che la nostra città e la diocesi tifernate ha la fortuna di possedere.